Acqua E Sale

Acqua E Sale (Adriano Celentano e Mina)

Semplici e un po’ banali, io direi quasi prevedibili e sempre uguali: sono fatti tutti così gli uomini e l’amore.

In questa canzone assistiamo all’alternarsi dei pensieri di una donna e di un uomo sulla loro reciproca relazione. Il loro rapporto sembra essere piuttosto burrascoso ma, tuttavia, i due non riescono a separarsi.

“Acqua e sale” è una canzone scritta e composta dagli Audio 2, autori dell’intero album da cui è tratta, “Mina Celentano” (1998). Le tracce di quest’ultimo sono state destinate interamente alle voci di Mina e di Adriano Celentano.

La “lei” della canzone ha infatti una pessima opinione riguardo gli uomini («semplici e un po’ banali / io direi quasi prevedibili e sempre uguali / sono fatti tutti così gli uomini e l’amore»). La disillusione verso l’indole degli uomini è un tema che ricorre spesso nelle canzoni di Mina. Gli uomini, dal canto loro, sono consapevoli di essere etichettati nei più svariati modi («come vedi tanti aggettivi / che si incollano su noi / dai che non siamo poi così cattivi»), ed è sempre la voce di Mina a dircelo, quasi a volerli scimmiottare.

Interviene allora la strofa di Celentano che, ad alta voce, riflette sul fascino che lei riesce ad esercitare di lui («tu non sei niente male») sia perché sa distinguersi dalle altre donne parlando bene, in modo intelligente, senza luoghi comuni, sia per l’intraprendenza che dimostra nel cercare di andare oltre i propri limiti e, talvolta, provare ad apparire migliore di quel che è.

La metafora del tirare forte la moto dal motore truccato è infatti un modo per descrivere proprio questa dinamica: il tirare forte una moto implica lo spingere al massimo il motore, il quale, se truccato, può dare ancor di più il meglio di sé, ma spesso questo implica anche che venga emesso un rumore particolare e che, quindi, il trucco venga implicitamente svelato. Allo stesso modo, lui si accorge del tentativo di lei di attirare la sua attenzione, ma ciò non gli dispiace. È per questo che le concede un «e va bene, guida tu / che sei più brava di me» mentre, dentro di sé, spera che lei si innamori realmente di lui («e io attendo che sia amore»). Infatti il percepire che sia lei a guidare, specie considerando che si tratta di una moto e quindi un mezzo che nell’immaginario comune è simbolo di forza e dominanza, mette lui in una condizione di inferiorità e insicurezza affettiva.

Lei, seguendo la scia delle proprie precedenti riflessioni e quasi a voler rispondere alla speranza del suo uomo, si rende conto di non poter fare a meno di lui nonostante tutti i difetti («ma io sono con te ogni giorno / perché di te ho bisogno»). Non desidera nient’altro che questo («non voglio di più»).

Le due voci si incontrano nel ritornello, in cui si rimproverano di essere costretti dall’altro a bere acqua e sale, cioè, nonostante tutto l’amore, di coinvolgersi reciprocamente in situazioni penose di instabilità emotiva. Pare, infatti, che entrambi (a seconda di chi parla) godano nel fare del male all’altra persona, sebbene poi, metaforicamente trattengano il bicchiere con un colpo, nel momento in cui l’altro sta per bere troppi sorsi della disgustosa bevanda – è insomma un continuo tira e molla di sofferenza e comfort.

La tendenza del rapporto a sfociare in stress emotivo è avvalorata dai versi «mi fai male, puoi godere / se mi vedi in un angolo ore ed ore». Queste ore sono «ore piene come un lago / che se piove un po’ di meno è uno stagno», metafora che indica come, seppure il continuo punzecchiarsi diminuisse, ciò non basterebbe a rendere la situazione più serena in quanto il “lago” resterebbe comunque uno “stagno”, ovvero diminuirebbe solo di poco il proprio volume (nel caso dello stress relazionale, la propria intensità) ma non si prosciugherebbe. Insomma, alla fine, comunque la si voglia mettere, è sempre uno solo dei due a pagare tutte le pene, pensando di essere l’unico/a a soffrire.

L’ultima strofa, cantata da lui, potrebbe interpretarsi con i due che hanno forse intrapreso una relazione prettamente fisica («vedi divertirsi fa bene»), ma, sebbene a lui la cosa non dispiaccia («sento che mi rido dentro e questo non mi conviene»), questo lo mette talvolta a disagio, desiderando piuttosto qualcosa di più serio («c’è qualcosa che non va ma non so dirti cosa»). Ma, essendo sempre lei a guidare il rapporto, lui ha poco margine di decisione in tal senso («è la tua moto che sta giù / che vorrei guidare io») e può soltanto sperare di avvicinarsi a lei anche in senso più interiore («o meglio averti qui vicino a me»).

Nel 2007 è stata prodotta una versione in spagnolo di questa canzone, cantata da Mina e Miguel Bosé: “Agua y sal”, inclusa nell’album “Papito” del cantante italo-spagnolo.

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Versione degli Audio 2[youtube id=”Y4ba0Kzn4TU”] “Agua y sal” (Mina e Miguel Bosé) [youtube id=”nv01vZbEhoo”]

Leggi testo…  [expand]
Testo
ACQUA E SALE

Semplici e un po’ banali
io direi quasi prevedibili e sempre uguali
Sono fatti tutti così gli uomini e l’amore
come vedi tanti aggettivi
che si incollano su noi
dai che non siamo poi cattivi

Tu non sei niente male
parli bene e mi sorprendi quando tiri forte
la tua moto dal motore che sento truccato
e va bene, guida tu
che sei brava più di me
e io attendo che sia amore

Ma io sono con te ogni giorno
perché di te ho bisogno
non voglio di più

Acqua e sale mi fai bere
con un colpo mi trattieni il bicchiere
Mi fai male, puoi godere
se mi vedi in un angolo ore ed ore

Ore piene come un lago
che se piove un po’ di meno è uno stagno
Vorrei dire, non conviene
Sono io a pagare amore e tutte le pene

Vedi, divertirsi fa bene
sento che mi rido dentro e questo non mi conviene
c’è qualcosa che non va ma non so dirti cosa
è la tua moto che sta giù
che vorrei guidare io
o meglio averti qui vicino a me

Ma io sono con te ogni giorno
perché di te ho bisogno
non voglio di più

Acqua e sale mi fai bere
con un colpo mi trattieni il bicchiere
Mi fai male, puoi godere
se mi vedi in un angolo ore ed ore

Ore piene come un lago
che se piove un po’ di meno è uno stagno
Vorrei dire, non conviene
Sono io a pagare amore e tutte le pene[/expand]

Leggi testo spagnolo…  [expand]

AGUA Y SAL
(Mina e Miguel Bosé, 2007)

Simples y tan banales
diría casi previsibles y siempre iguales
están hechos todos así
El amor y los hombres
como ves son adjetivos
que se pegan a nosotros
vamos, que no estamos locos

Sin ti es como no ser nada
hablas muy bien y rne sorprendes con tus palabras
en tu mente sabes muy bien donde llegarás
Tú más práctica que yo
y podría ser la razón
por la que deseo tener tu amor

Soy yo, que estoy contigo siempre
te necesito siempre
no quiero más

Agua y sal de beber
de tus golpes cuando no te detienes
de empujarme en las venas
tu mentiras embriagantes y más me llenas

Y me llenas, y me arrojas
como piedra que no siente emociones
de tus huellas soy la arena
y soy yo quien sufrirá, amor, todas las penas

Mira, divertirse conviene
siento que me río de mí y tomo lo que viene
muchas cosas no me van, no sé decirte cuáles
Tus silencios, mi callar
tus preguntas, mi escuchar
descubrámoslo nosotros

Soy yo, que estoy contigo siempre
te necesito siempre
no quiero más

Agua y sal de beber
de tus golpes cuando no te detienes
de empujarme en las venas
tu mentiras embriagantes y más me llenas

Y me llenas, y me arrojas
como piedra que no siente emociones
de tus huellas soy la arena
y soy yo quien sufrirá, amor, todas las penas[/expand]

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