Hotel California

Hotel California (Eagles) by Pistarr

La dipendenza è come un tram da cui non puoi scendere e l’ultima fermata è l’inferno

Questa è la storia di una seduzione che conduce ad una fine amara. Il brano comincia con un pezzo strumentale che introduce un’atmosfera misteriosa, ricca di contrasti, con un testo pieno di simboli maligni, calati in un ambiente venato da misticismo. Si notano i forti richiami religiosi («mission bell», campana della missione; «hell», inferno; «candle», candela; «spirit», spirito) ed un finale che evoca apertamente i luoghi del male e di deviazione, ad esempio il bordello, oltre che espliciti riferimenti a simboli sessuali.

Tiffany («her mind is Tiffany twisted») è la prostituta, la sirena del male, che ha avuto tanti clienti che danzano nel cortile. Richiama un’orgia, il dolce sudore estivo, secrezioni di ogni genere; la stessa data pronunciata dal “capitano” («we haven’t had that spirit here since 1969»), cioè “1969”, richiama appunto il 69, la nota posizione; gli «steely knives» (coltelli acuminati) sono invece un chiaro simbolo fallico; dello stesso tenore sono gli specchi sul soffitto («mirrors on the ceiling») e lo champagne.

L’autostrada («on a dark desert highway») rappresenta la vita, buia per via delle incertezze e deserta per via dell’indifferenza. Ad un certo punto, mentre i protagonisti sono stanchi di questa strada comunque diritta e monotona – la routine? -, sale l’odore caldo di Colitas («warm smell of Colitas»): qualcosa che stuzzica, che può simboleggiare in senso generale il profumo della femmina (eufemismo), anche perché da alcune ricerche che risulta che questo Colitas sia un fiore del deserto messicano dalla inconfondibile “forma”.

Il viaggiatore si sente irresistibilmente attratto dalla visione: Tiffany è la tentazione seducente e, anche se gli sovviene il dubbio che questo potrebbe essere il paradiso, o anche l’inferno («and I was thinking to myself / this could be Heaven or this could be Hell»), non sa resistere: il richiamo è troppo forte.

Tiffany lo accoglie e lo guida all’interno e subito il viaggiatore si sente bene, avverte il benvenuto di accoglienza di altri, degli amici di lei. La stessa Tiffany è per lui un modello di “bella vita”: sesso e soldi. Notare il riferimento alla Mercedes Benz («she got the Mercedes bends»): non è da escludere che la metafora della guida si riferisca al concedersi di lei a lui.

Il viaggiatore comincia a sentirsi bene: “ma quanto mi sono perso, finora!” sembra pensare. Viene avviluppato dalla rete del male e si ambienta; è pronto all’orgia generale, alle sfrenatezze.

Ma un piccolo dubbio lo tormenta. Ha visto nel cortile dei tipi che ballano: alcuni per ricordare che, forse stavo meglio prima, nella routine (non è tutto oro quel che luccica); altri per dimenticare, ormai rassegnati. C’è probabilmente una sorta di riferimento a Circe e i compagni di Ulisse trasformati in maiali, oppure alla scena in cui, nel paese dei Balocchi (fiaba di Pinocchio), alcuni bambini si trasformano in asinelli: ci sono quelli che piangono, ancora umani, e quelli ormai divenuti animali…

Quando, però, il protagonista vede che, nonostante tutto, queste persone non riescono ad “uccidere la Bestia” («but they just can’t kill the beast»), e che tutto ciò è luccicante ed effimero è tutto finto, solo apparentemente perfetto, e che appena sotto la superficie lucente c’è del marcio, allora inizia ad aver timore. Quasi sembra pensare: ”Dio mio, dove mi ha portato la tentazione?”. Ha paura e tenta di fuggire in preda al panico; vuole tornare dov’era prima.

Ma l’uomo nero, nella canzone «nightman», eltteralmente “uomo della notte” (sarà il demonio? Il Male personificato?) gli dice che ormai è troppo tardi: ti sei divertito e paghi il prezzo.

Un mio pensiero conclusivo: certe volte ci si illude che le tentazioni siano come dei tram sui quali ci si può salire illudendosi poi di scendere a proprio piacimento; questo è vero solo in parte, perché esistono tram diretti che prevedono una sola fermata. L’Inferno, anche se in senso figurato, ne è un chiaro esempio.

Testo
HOTEL CALIFORNIA

On a dark desert highway
cool wind in my hair
warm smell of colitas
rising up through the air

Up ahead in the distance
I saw a shimmering light
My head grew heavy and my sight grew dim
I had to stop for the night

There she stood in the doorway
I heard the mission bell
and I was thinking to myself
this could be Heaven or this could be Hell

Then she lit up a candle
and she showed me the way
where were voices down the corridor
I thought I heard them say

“Welcome to the Hotel California”
such a lovely place
such a lovley place
such a lovely face

Plenty of room at the Hotel California
Any time of year
any time of year
you can find it here

Her mind is Tiffany twisted
she got the Mercedes bends
she got a lot of pretty, pretty boys
that she calls friends

How they dance in the courtyard
sweet summer sweat
some dance to remember
some dance to forget

So I called up the captain
“Please bring me my wine”
He said “we haven’t had that spirit here since 1969”
And still those voices are calling from far away
wake you up in the middle of the night
just to hear them say

“Welcome to the Hotel California”
such a lovely place
such a lovley place
such a lovely face

They’re livin’ it up at the Hotel California
what a nice surprise
what a nice surprise
bring your alibies

Mirrors on the ceiling
pink champagne on ice
and she said
“We are all just prisoners here
of our own device”

And in the master’s chambers
they gathered for the feast
They stab it with their steely knives
but they just can’t kill the beast

Last thing I remember
I was running for the door
I had to find the passage back to the place I was before

“Relax” said the nightman
“we are programed to recieve
You can check out any time you like
but you can never leave”

Traduzione
HOTEL CALIFORNIA

In un’oscura, deserta autostrada
vento fresco tra i miei capelli
odore caldo di colitas
che risale nell’aria

Più avanti, distante
vidi una luce scintillante
La mia testa divenne pesante e la mia vista offuscata
Ho dovuto fermarmi per la notte

Lì, lei stava in piedi sull’entrata
Ho sentito la campana della missione
e stavo pensando tra me e me
che questo poteva essere il Paradiso, oppure l’Inferno

Poi lei accese una candela
e mi mostrò la strada
c’erano voci giù per il corridonio
Credevo di sentir loro dire

“Benvenuto all’Hotel California”
un luogo così amabile
un luogo così amabile
un viso così amabile

Pieno di stanze all’Hotel California
In ogni momento dell’anno
in ogni momento dell’anno
puoi trovarlo qui

La mente di lei è Tiffany-deviata
ha una Mercedes Benz
ha molti ragazzi carini, molto carini
che lei chiama amici

Come ballano nel cortile
dolce sudore d’estate
qualche ballo da ricordare
qualche ballo da dimenticare

Allora ho chiamato il capitano
“Per favore, portami del vino”
Disse: “Non abbiamo di quello spirito qui dal 1969”
E ancora quelle voci mi chiamavano da lontano
Mi sono svegliato nel bel mezzo della notte
solo per sentirle dire

“Benvenuto all’Hotel California”
un luogo così amabile
un luogo così amabile
un viso così amabile

Se la stanno spassando all’Hotel California
che bella sorpresa
che bella sorpresa
porta i tuoi alibi

Specchi sul soffitto
champagne rosa sul ghiaccio
e lei disse
“Siamo tutti prigionieri qui
del nostro stesso artificio”

E nella camera del padrone
si raccolsero per il banchetto
Lo trafissero con i loro coltelli d’acciaio
ma non possono uccidere la bestia

L’ultima cosa che ricordo
è che correvo verso la porta
Dovevo trovare un modo per tornare al posto in cui ero prima

“Rilassati” disse l’uomo della notte
“Siamo programmati per ricevere
Puoi fare il check out ogni volta che vuoi
ma non potrai mai andartene”

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Hotel California (Eagles)
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