Andiamo a comandare

Andiamo a comandare (Fabio Rovazzi)

Fabio Rovazzi, un ex youtuber, è balzato in testa alle classifiche italiane con la sua ritmica canzone che in brevissimo tempo è diventata uno dei tormentoni estivi più ballati e più imitati nella gestualità: “Andiamo a comandare”.

La notorietà di Rovazzi ha alle spalle due degli artisti più in voga del momento: J-Ax e Fedez, tanto che entrambi compaiono nel video ufficiale della canzone che affida la sua prima strofa alla voce di Fedez e una partecipazione vocale anche a J-Ax, con la domanda “Rovazzi, ma che cazzo fai!?”.

Il brano, se lo si legge o lo si ascolta soltanto, senza aver mai visto il video, sembra avere delle pause colmate da un ritmo musicale che conquista, ma la vera originalità sta nella mimica che rappresenta una figura che sembra pervasa da un fremito, quasi come una scossa scandita da un tempo musicale travolgente.

Inizia il brano un insolito e bizzarro medico (Fedez) che, rivolgendosi a Fabio Rovazzi – disteso su un lettino terapeutico –, gli comunica di avere tutti i valori clinici nella norma tranne quello che riguarda una sorta di sua ambizione: “andare a comandare”: «ma guardi, signor Rovazzi, ho in mano qua la sua cartella e devo dirle che, tra tutti i valori, le è salito l’andare a comandare… mi spiace».

A questo punto della canzone, il cantante inizia a descrivere il suo cosiddetto stato patologico: «ho un problema nella testa, funziona a metà, ogni tanto parte un suono che fa…».

La descrizione viene interrotta da quello strano sussulto che lo invade facendogli provare a volte anche imbarazzo.

In merito, descrive una goffa figuraccia con una ragazza quando, trovandosi al ristorante in una situo [probabile slang di “situazione”] imbarazzante”, nel versarle da bere non riesce a fermarsi poiché pervaso dallo spasmo che lo scuote.

«E ogni volta che mi parte, situo imbarazzante, come quella volta che stavo al ristorante e “posso offrirti da bere?”, lei dice “va bene”, solo che quando le passo il bicchiere…»: una sospensione che indica chiaramente il momento in cui parte il frenetico movimento, cioè il ballo.

Lamenta questo stato di cose definendolo una malattia contagiosa: «è una malattia, è pericolosa, statemi lontano, è contagiosa».

Esprime anche il dubbio su una sua potenziale pazzia o su una sua presumibile genialità perché, in fondo di questo, si tratta: una geniale trovata musicale che, con un testo al minimo della complessità, è riuscito a conquistare il mondo delle discoteche estive italiane («non so se son pazzo o sono un genio»).

E, visto che ormai i selfie sono diventati parte integrante della nostra vita quotidiana, anche Rovazzi cede alla tentazione di menzionarli nel suo testo: «faccio i selfie mossi alla Gué Pequeno».

Riguardo alla similitudine con Gué Pequeno – noto rapper – sul Web si legge di una polemica nata in seguito all’iniziale richiesta da parte di due amici youtuber (Matt & Bise) di un autografo a Pequeno che, alla richiesta di un selfie, ha acconsentito un po’ infastidito e per questo sembra che la foto sia venuta mossa.

Rovazzi, nella strofa «non mi fumo canne, sono anche astemio, io non faccio brutto ma…» si descrive come un bravo ragazzo e sembra condannare alcuni comportamenti sociali preoccupanti: la droga, il tabagismo e altro, ma c’è un “ma”… ovvero proprio la patologia dell’”andare a comandare” manifestato con il solito ballo.

La sensazione che dà questa canzone è che per imprimere un segno nella nostra società – ormai consumata da apparenze, mode, scelte sconsiderate – basta veramente poco.

Non è necessario consumarsi dietro belle auto, selfie scattati con i migliori dispositivi digitali, modaioli a tutti i costi.

Si possono ricoprire ruoli “di comando” anche con piccole cose: «col trattore in tangenziale andiamo a comandare; scatto foto col mio cane, andiamo a comandare; in ciabatte nel locale andiamo a comandare; spaccio acqua minerale, andiamo a comandare».

Una cosa rimane chiara e certa per il cantante, cioè il suo problema: «e ho la testa che gira come il kebab, spengo la musica dentro il tuo club»… ed è qui che interviene J-Ax chiedendo: “Rovazzi, ma che cazzo fai!?”.

Rovazzi, da ex youtuber (creava e montava video, inizialmente anche di carattere comico-demenziale), potrebbe rispondere tranquillamente che la sua passione per i video lo ha spinto a realizzare ciò che sta segnando il suo successo.

Testo
ANDIAMO A COMANDARE

Ma guardi signor Rovazzi, ho in mano qua la sua cartella e devo dirle che tra tutti i valori le è salito l’andare a comandare, mi spiace

Ho un problema nella testa
funziona a metà
Ogni tanto parte
un suono che fa

E ogni volta che mi parte
situo imbarazzante
come quella volta
che stavo al ristorante

“Posso offrirti da bere?”
Lei dice: “Va bene”
Solo che quando le passo il bicchiere

È una malattia
è pericolosa
Statemi lontano
è contagiosa

Non so se son pazzo
o sono un genio
Faccio i selfie mossi
alla Gué Pequeno
Non mi fumo canne
sono anche astemio
Io non faccio brutto ma…

Col trattore in tangenziale
andiamo a comandare
Scatto foto col mio cane
andiamo a comandare
In ciabatte nel locale
andiamo a comandare
Spaccio acqua minerale

Andiamo a comandare
Andiamo a comandare

Ho un problema nella testa
funziona a metà
Ogni tanto parte
un suono che fa

E ho la testa che gira
come il kebab
Spengo la musica
dentro il tuo club

“Rovazzi, ma che cazzo fai?”

Non so se son pazzo
o sono un genio
Faccio i selfie mossi
alla Gué Pequeno
Non mi fumo canne
sono anche astemio
Io non faccio brutto ma…

Col trattore in tangenziale
andiamo a comandare
Scatto foto col mio cane
andiamo a comandare
In ciabatte nel locale
andiamo a comandare
Spaccio acqua minerale

Andiamo a comandare
Andiamo a comandare

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Andiamo a comandare (Fabio Rovazzi)
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