Fabrizio De André (Antologia nera) – Fabrizio De André

Raccolta delle migliori frasi di Fabrizio De André (Antologia nera) (album Fabrizio De André).

La chiamavano bocca di rosa, metteva l’amore sopra ogni cosa.
Bocca di rosa

C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione.
Bocca di rosa

La passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
Bocca di rosa

Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.
Bocca di rosa

Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno, ma non quando sono in alta uniforme.
Bocca di rosa

Una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
Bocca di rosa

All’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore, e aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso.
Il pescatore

“Non avrai altro Dio all’infuori di me” spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall’est dicevan che in fondo era uguale, credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Il testamento di Tito

“Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano”. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore.
Il testamento di Tito

“Onora il padre, onora la madre” e onora anche il loro bastone; bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone.
Il testamento di Tito

“Ricorda di santificare le feste”: facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni, senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il testamento di Tito

Il quinto dice “non devi rubare” e forse io l’ho rispettato vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato: ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio.
Il testamento di Tito

“Non commettere atti che non siano puri”, cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io forse ho confuso il piacere e l’amore: ma non ho creato dolore.
Il testamento di Tito

Il settimo dice “non ammazzare, se del cielo vuoi essere degno”. Guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno: guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno.
Il testamento di Tito

“Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo”. Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono: ho spergiurato su Dio e sul mio onore e, no, non ne provo dolore.
Il testamento di Tito

“Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa”. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri già caldi d’amore non ho provato dolore.
Il testamento di Tito

L’invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Il testamento di Tito

Adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti.
Il testamento di Tito

Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore.
Il testamento di Tito

Ricordi? Sbocciavan le viole con le nostre parole: “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”. Vorrei dirti ora le stesse cose, ma come fan presto, amore, ad appassire le rose.
La canzone dell’amore perduto

L’amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza.
La canzone dell’amore perduto

E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano, li rimpiangerai, ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
La canzone dell’amore perduto

Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà.
Le passanti

A quella conosciuta appena, non c’era tempo e valeva la pena di perderci un secolo in più.
Le passanti

A quella quasi da immaginare, tanto di fretta l’hai vista passare dal balcone a un segreto più in là, e ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità.
Le passanti

Alla compagna di viaggio, i suoi occhi il più bel paesaggio fan sembrare più corto il cammino, e magari sei l’unico a capirla e la fai scendere senza seguirla, senza averle sfiorato la mano.
Le passanti

A quelle che sono già prese e che, vivendo delle ore deluse con un uomo ormai troppo cambiato, ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia di un avvenire disperato.
Le passanti

Immagini care per qualche istante, sarete presto una folla distante.
Le passanti

Se la vita smette di aiutarti, è più difficile dimenticarti, di quelle felicità intraviste, dei baci che non si è osato dare, delle occasioni lasciate ad aspettare, degli occhi mai più rivisti.
Le passanti

Nei momenti di solitudine, quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.
Le passanti

Passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti: è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti.
Un giudice

Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore, a quella gente consumata nel farsi dar retta: un amore così lungo tu non darglielo in fretta.
Verranno a chiederti del nostro amore

Non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole, le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore, dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”, nell’ipocrisia dei “mai”.
Verranno a chiederti del nostro amore

Non sono riuscito a cambiarti, non mi hai cambiato, lo sai.
Verranno a chiederti del nostro amore

Tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi.
Verranno a chiederti del nostro amore

Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?
Verranno a chiederti del nostro amore

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultime novità

Altri post