Il cielo in una stanza

Il Cielo In Una Stanza (Gino Paoli) by Ottavia

Il vero amore non conosce ostacoli né impedimenti

Un brano che, malgrado sia stato ispirato dall’incontro con una prostituta all’interno di una casa chiusa dal soffitto viola (fonte: ilsole24ore.com), si presta molto ai ricordi, alla nostalgia, al rimpianto, ma anche ad una splendida dichiarazione d’amore che connota il sesso del destinatario solo in base a chi esprime quelle parole e quei concetti a dir poco romantici ed evocativi.

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Il testo, pur essendo una poesia bellissima, ha pochi versi e, in quanto tali, sortiscono una recensione breve ma intensa.

Rivolgere un pensiero così carico di passione al proprio compagno è sicuramente un’attestazione di affetto molto grande («quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti»). Il senso di libertà che implica questo pensiero è profondo e sentito: non si avverte nemmeno la presenza di pareti, di ostacoli, di impedimenti, quasi a voler indicare che, se si ha accanto la persona amata, anche le naturali difficoltà potrebbero facilmente essere superate.

L’amore corrisposto, oltre alle pareti, riesce a cancellare – per dare spazio alla visione di un “cielo sopra noi” – anche il soffitto, il cui colore («questo soffitto viola») per definizione non potrebbe passare inosservato.

In poche parole, per sentirsi e stare bene, per lasciarsi andare, sembra sia sufficiente avere accanto chi si ama.

Addirittura, in questa dichiarazione d’amore vengono chiamati in causa diversi sensi, non ultimo l’udito, allorquando il suono di un’armonica, nell’ascoltarla insieme alla propria metà, assume il timbro soave di un organo «che vibra per te e per me su nell’immensità del ciel».

Queste parole si confermano più volte come a volere accompagnare questa grande storia fino alla fine: «per te… e per me nel cielo».

Testo
IL CIELO IN UNA STANZA

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola no
non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati come se
non ci fosse più
niente, più niente al mondo
Suona un’armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del ciel

Suona un’armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del cielo
per te e per me
nel cielo

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Il Cielo In Una Stanza (Gino Paoli)
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Recensione di

Ottavia

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