Vorrei ma non posto

Vorrei ma non posto (J Ax, Fedez)

Alessandro Aleotti (in arte J-Ax o semplicemente “Zio”) e Federico Leonardo Lucia (meglio noto come Fedez), rapper e amici da tempo, hanno ormai una consolidata collaborazione musicale che rende le loro canzoni a dir poco esilaranti.

La canzone “Vorrei ma non posto” è in sintesi l’ironica e sarcastica parodia di uno spaccato della vita quotidiana, quella che ci vede immersi nel mondo digitale che, per quanto reale sia, mette in luce la distanza sociale che si è venuta a determinare tra le persone: migliaia di amici sui social network, ma il più delle volte soli nella vita!

E, anche quando si è in compagnia, la nostra attenzione è rivolta prevalentemente a chi non è materialmente presente: sentiamo la necessità di potare all’attenzione del mondo ogni nostro gesto e ogni nostra parola, postando immagini e pensieri che non riusciamo a condividere con chi è seduto accanto a noi, ma desideriamo dimostrare tutto questo a degli sconosciuti per la sola brama di approvazione.

Parafrasando il testo del tormentone estivo “Vorrei ma non posto”, è chiaro l’intento di canzonare un comportamento che tutti ormai assumiamo costantemente, ad esempio quello di tenere un cellulare e, soprattutto, di usarlo a tavola mentre si consuma il pasto, segno evidente di cattiva educazione («io vi chiedo pardon ma non seguo il bon ton, è che a cena devo avere sempre in mano un iPhone»).

Altro aspetto non meno rilevante è la superficialità di alcune conversazioni e atteggiamenti patinati, quasi al limite del chiacchiericcio. Abbiamo bisogno di eccedere e di primeggiare, manifestando anche i piccoli vezzi («il cane di Chiara Ferragni [una fashion designer] ha il papillon di Vouitton [brand di moda] ed un collare con più glitter di una giacca di Elton John»). Si arriva a postare anche le cose più futili.

La moda del “postare” ha contagiato chiunque: dal cittadino comune al vip, così come al politico di turno, del quale, nello specifico, si evidenzia la nota avversione per gli stranieri irregolari sul nostro territorio: «Salvini sul suo blog ha scritto un post: dice che se il mattino ha l’oro in bocca si tratta di un Rom”».

Si pone l’attenzione sulle dinamiche quotidiane, sull’importanza che viene data alla condivisione sui social network di ogni proprio ricordo piuttosto che alla vivibilità dello stesso («poi, lo sai, non c’è un senso a questo tempo che non dà il giusto peso a quello che viviamo, ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo»).

Insomma, il tempo scorre inesorabile e sembra non cambiare nulla («e ancora un’altra estate arriverà e compreremo un altro esame all’università, e poi un tuffo nel mare nazional popolare, la voglia di cantare tanto non ci passerà”).

In merito all’affermazione sulla compravendita degli esami all’università («e compreremo un altro esame all’università»), si legge da più parti dello sdegno provato da parte della casta universitaria che ha reputato lesiva e da censurare una simile affermazione, tanto da inoltrare un esposto al Garante delle Comunicazioni. Come al solito in Italia certi argomenti, soprattutto se verosimili, vanno taciuti, come fosse irreale ciò che nella canzone viene denunciato, seppure in maniera leggera.

Le parole del testo sottolineano come in quest’era digitale si sia creato un vero e proprio difetto di comunicazione. Paventa addirittura una scarsa credibilità dei genitori agli occhi dei propri figli, che non hanno più bisogno di imbattersi in un cosiddetto diario segreto per conoscere eventuali segreti dei loro familiari: basta scorrere la Facebook o Instagram, depositari ormai di ogni nostro comportamento, una sorta di testamento digitale («e come faranno i figli a prenderci sul serio con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook? Papà che ogni weekend era ubriaco perso e mamma che lanciava il reggiseno a ogni concerto»).

Per non parlare poi delle testimonianze più banali attestanti il più delle volte verità deleterie: «…che abbiamo speso un patrimonio, impazziti per la moda, Armani-comio».

Ormai i nostri dispositivi mobili sono diventati delle vere e proprie appendici del nostro corpo. Non si fa che mostrare il modello più recente, più innovativo, più costoso («l’iPhone ha preso il posto di una parte del corpo e infatti si fa gara a chi ce l’ha più grosso»).

Si finge ormai su ogni cosa, si mente sull’età e conta solo l’apparenza («è nata nel Duemila e ti ha detto nel ’98, e che i diciotto li compie ad agosto, mentre guardi quei selfie che ti manda di nascosto e pensi, purtroppo, “vorrei ma non posto”»).

Si trascende su tutto: se si parla di virus, non si pensa alla medicina ma all’antivirus digitale Norton («e se lei t’attacca un virus Basta prendersi il Norton»). È significativa l’immagine del “navigare senza trovare un porto”, così come la mancanza di concretezza di un tramonto fotografato ma del quale non si sa più cogliere la profondità («tutto questo sbattimento per far foto al tramonto che poi sullo schermo piatto non vedi quanto è profondo»).

La canzone testimonia anche un altro aspetto inquietante e per certi versi avvilente del Web, cioè quello che al centro dell’interesse vede la mercificazione, la finzione, pur di sentirsi una webstar («quando il termometro va a rosso (che caldo fa) ti togli i vestiti di dosso (sei una webstar), poi mangi il tuo gelato, fai le facce porno, tu non sai quanto soffro, vorrei ma non posto»).

Se è vero che “la voglia di cantare tanto non ci passerà”, speriamo che almeno ci torni la voglia di vivere la realtà.

Testo
VORREI MA NON POSTO

Io vi chiedo pardon
ma non seguo il bon ton
È che a cena devo avere sempre in mano un iPhone
Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vouitton
ed un collare con più glitter di una giacca di Elton John

Salvini sul suo blog ha scritto un post
dice che se il mattino ha l’oro in bocca si tratta di un Rom
Sono un malato del risparmio per questo faccio
un po’ di terapia di Groupon

E poi, lo sai, non c’è
un senso a questo tempo che non dà
il giusto peso a quello che viviamo
Ogni ricordo è più importante condividerlo
che viverlo
Vorrei ma non posto

E ancora un’altra estate arriverà
e compreremo un altro esame all’università
e poi un tuffo nel mare
nazional popolare
La voglia di cantare tanto non ci passerà

E come faranno i figli a prenderci sul serio
con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook
Papà che ogni weekend era ubriaco perso
e mamma che lanciava il reggiseno ad ogni concerto
Che abbiamo speso un patrimonio
impazziti per la moda, Armani-comio
L’iPhone ha preso il posto di una parte del corpo
e infatti si fa gara a chi ce l’ha più grosso

È nata nel Duemila e ti ha detto nel ’98
e che i diciotto li compie ad agosto
Mentre guardi quei selfie che ti manda di nascosto
e pensi, purtroppo, “vorrei ma non posto”

E se lei t’attacca un virus
basta prendersi il Norton
Tutto questo navigare senza trovare un porto
tutto questo sbattimento per far foto al tramonto
che poi sullo schermo piatto non vedi quanto è profondo

E poi, lo sai, non c’è
un senso a questo tempo che non dà
il giusto peso a quello che viviamo
Ogni ricordo è più importante condividerlo
che viverlo
Vorrei ma non posto

E ancora un’altra estate arriverà
e compreremo un altro esame all’università
e poi un tuffo nel mare
nazional popolare
La voglia di cantare tanto non ci passerà

Quando il termometro va a rosso
(che caldo fa)
ti togli i vestiti di dosso
(sei una webstar)
poi mangi il tuo gelato e fai le facce porno
Tu non sai quanto soffro
Vorrei ma non posto

E ancora un’altra estate arriverà
e compreremo un altro esame all’università
e poi un tuffo nel mare
nazional popolare
La voglia di cantare tanto non ci passerà

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Vorrei ma non Posto (J Ax, Fedez)
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Recensione di

FiliRapper

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