E CHI SE NE FREGA

Copertina dell'album Uscita Di Sicurezza di Marco Masini con in sovrimpressione E Chi Se Ne Frega

L’iguana dei passi tuoi, il tuo inguine di viva orchidea dove annegano gli occhi miei e il tempo si ambigua.

Come altre canzoni di Masini, questo testo è stato scritto da Giancarlo Bigazzi (detto Katamar), ricalcando la base musicale della power ballad dei Metallica “Nothing else matters” del 1991. In un’intervista del cantante per Kataweb Musica, egli informa i suoi ascoltatori dei motivi che l’hanno spinto a dar voce a questo pezzo ispirato ai Metallica. Quest’ultimo è un gruppo a lui particolarmente caro, e “Nothing else matters” era uno dei brani a cui era più affezionato agli esordi della sua carriera. La pubblicazione della cover è stata ovviamente autorizzata dal gruppo e, secondo l’intervista, da esso acclamata con commenti positivi.

L’album di cui fa parte la canzone, Uscita di sicurezza, è stato pubblicato a gennaio del 2001 e ha come filone principale il tempo, nominato ampiamente anche in questo testo. È stato l’ultimo album ad aver visto la luce prima del suo lungo ma temporaneo ritiro dal mondo della musica. Non sono state date interpretazioni ufficiali del brano, che condivide con l’originale in inglese soltanto la traduzione sommaria del titolo (che in italiano dovrebbe suonare come «e nient’altro importa»). Il testo della canzone dei Metallica, infatti, parla di un legame affettivo molto profondo ed esclusivo e di come sia sorprendente e gratificante poter confidare in un’altra persona.

E chi se ne frega è una fuga dalla realtà e dal tempo, due termini che in questa canzone sembrano coincidere, giacché entrambi rappresentano tutto ciò che è invece in contrapposizione ai sogni, al piacere, ad una vita senza tempo. La prima strofa della canzone lascia intendere che il protagonista sta vivendo un sogno insieme ad un’altra persona, forse la sua donna, rifugiandosi insieme in un mondo tutto loro nel tentativo di sfuggire al tempo/realtà («Lo so che il tempo lo sa / che siamo nascosti qua / in fuga dalla realtà»). Egli è consapevole che la “vita reale” troverà il loro virtuale nascondiglio, ma sa probabilmente che ciò è inevitabile, perciò chi se ne frega.

«L’iguana dei passi tuoi» è uno dei tanti versi controversi della canzone; potrebbe richiamare l’ancheggiare tipico delle iguane, riferito alla donna che è con lui; la tesi è avvalorata dal successivo «il tuo inguine di viva orchidea», una sorta di riferimento sessuale che potrebbe ricollegarsi alla leggenda di Orchide (che dà il nome al fiore); secondo la mitologia greca, egli era un fanciullo che cresceva con sembianze femminili e con la tipica sinuosità delle donne, tanto da esser preso in giro dai suoi compagni e, per la disperazione, gettarsi da una rupe. Nel punto in cui si sfracellò crebbero le orchidee, fiori dalle forme eleganti e flessuose. Dunque gli occhi del protagonista annegano in questa esilarante visione, tanto da perdere la cognizione del tempo («e il tempo si ambigua»).

I due restano insieme sino all’alba («mentre il sole riallaga il blu»). Lei è per lui una «croce» a cui aggrapparsi, il che può avere un doppio significato: da una parte una salvezza, dall’altra una condanna (si dice infatti «portarsi sulle spalle una croce»). Il protagonista sostiene di volere «il tempo che non ha» (forse un modo per dire di non voler avere rimpianti), che sembra essere anche ciò che desidera la sua compagna.

La strofa più complessa è sicuramente quella che esordisce con «il tempo ai cani e la polizia / spara ansia e dietrologia»«Dietrologia» è un termine dalla vena polemica utilizzato a volte dai giornalisti per indicare la tendenza a ricercare con paranoia le cause che stanno “dietro” qualcosa, tacciando di falsità quelle date per ufficiali. Controverso anche quel «fa» in «fa che segua la nostra scia». Non è ben chiaro se sia un «fa» alla terza persona oppure un «fa’» imperativo nel senso di «fai», giacché in alcuni testi si trova con l’apostrofo e in altri senza. Ammettendo che sia alla terza persona («il tempo […] fa che segua la nostra scia»), la strofa potrebbe significare che più il tempo passa e più permetterà ai cani e alla polizia di scovare il protagonista e la sua compagna, seguendo la loro «scia». Pensando a questo tempo che, man mano, accorcia la possibilità dei due di restare liberi e non esser presi, il cantante asserisce che le ore che passano («il tempo»generano nei cani e nei poliziotti ansia di trovare i due e fa loro ipotizzare le più astruse motivazioni del perché sono fuggiti («dietrologia»).

Ma il protagonista, disteso su un tappeto d’erba («su quest’erba che guarda in su»), non ha intenzione di andarsene («io da qui non mi muovo più»), o meglio di fuggire, che la sua compagna lo voglia o no, e che decida di scappare lasciandolo da solo oppure no.

Tutta la canzone, in particolare la strofa sui poliziotti, acquista un significato abbastanza calzante se “colei” che si trova con il protagonista non fosse una donna bensì un qualche tipo di droga.


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Testo
E CHI SE NE FREGA

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
in fuga dalla realtà
E chi se ne frega

L’iguana dei passi tuoi
Il tuo inguine di viva orchidea
dove annegano gli occhi miei
E il tempo si ambigua

Io da qui non mi muovo più
Abbracciato a una croce, tu
Mentre il sole riallaga il blu
E chi se ne frega

Voglio quello che vuoi tu
Voglio il tempo che non ho
E l’avrò

Il tempo ai cani e la polizia
Spara ansia e dietrologia
Fa che insegua la nostra scia
E chi se ne frega

Io da qui non mi muovo più
Neanche se te ne andassi tu
Su quest’erba che guarda in su
E sembra che prega

Voglio quello che tu vuoi
Voglio quello che vorrai
Voglio vivere di più
Voglio il tempo che non ho
E l’avrò, sì

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuole ci raggiungerà
Ma chi se ne frega

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E Chi Se Ne Frega (Marco Masini)
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Recensione di

Sonia Ruggeri

Fondatore del sito

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