Che t’o dico a fa’ – Angelina Mango

In questa canzone, Angelina Mango sembra voler esprimere un mix di emozioni che si provano quando si è innamorati di qualcuno, dal senso di libertà al voler rimanere comunque “cauti” per non darsi completamente all’altra persona e perdere, in un certo senso, proprio quella libertà che tanto sta a cuore.

Il video di “Che t’o dico a fa’” è un mix di colori e vita quotidiana nelle strade di Napoli, perlomeno idealmente, in quanto le riprese vere e proprie sono avvenute nel mercato di Milano.

L’artista, classificatasi al secondo posto del talent scout Amici nel 2023, è anche un’ottima ballerina, come si evince dal brio che riesce a trasmettere nelle scene del video.

«Si, è stato meraviglioso ballare davanti alle signore di Lambrate che prendevano la frutta. Non avevo nessun tipo di vergogna in quel momento. Dopo sì. Che t’o dico a fa’ è libertà totale, dal momento in cui l’ho scritta in studio, fino al momento in cui ho fatto il video e quando la canto sul palco. È libertà di prendersi le proprie responsabilità, di fare scelte senza nessun rimpianto».

 

Angelina Mango

Fonte: Radio Bruno

A proposito di Napoli, la canzone ha dei toni e delle espressioni anche napoletani. Alla domanda “perché una canzone in napoletano?”, Angelina risponde:

«[…] Io non sono di Napoli, sono cresciuta in un paese che si trova a un’ora e mezza a sud rispetto a Napoli, e il mio dialetto […] è molto vicino all’accento campano, quindi comunque molte frasi che io utilizzo quando scrivo sono frasi che comunque ho sentito quand’ero piccola o che dicevo anch’io e che dico anch’io.

 

“Che t’o dico a fa’” è una cosa che io dico quando parlo, quindi in qualche modo fa parte di me. Poi è chiaro che tutti i riferimenti che faccio a Napoli non riguardano la mia infanzia, perché non sono cresciuta lì.

 

Però la cosa bella di fare musica è che si è liberi, si è liberi di andare dove si vuole, si è liberi di parlare qualsiasi lingua, e io parlo il napoletano come parlo l’italiano, come parlerei molto bene volentieri l’inglese, lo spagnolo…

 

La musica toglie i confini, e quindi io posso cantare in napoletano senza naturalmente appropriarmi di una cultura, però allo stesso tempo posso appropriarmi di tutto, perché faccio musica».

 

Angelina Mango

Fonte: RaiPlay

Il testo inizia proprio premettendo che la protagonista non ha alcun vincolo particolare nella sua vita:

Io non ho piani, io non ho piani
E non ho orari, io non ho orari

Non avere orari significa poter fare ciò che si desidera senza dover fare rendiconti a nessuno. Al tempo stesso, la cantante afferma di non avere neanche “piani”, per cui è aperta a qualunque cosa bella che la vita possa offrirle.

E non è presto e non è tardi e non ha un nome

Viene ribadito che “presto” o “tardi” non hanno signfiicato, non hanno un nome: la vera vita è qui e ora.

Questa faccia non ha specchi, tanto siamo uguali

Questa frase potrebbe essere interpretata in vari modi, anche piuttosto profondi. Sembrerebbe affermare che la personalità della protagonista non è “disgregata” in tante “se stesse”, ma è una sola e sempre coerente con i propri principi.

«Siamo uguali» potrebbe riferirsi sia alle persone in generale (siamo tutti uguali, in senso positivo), sia essere rivolta all’amato, sottolineando come entrambi siano simili o provino – si spera – gli stessi sentimenti.

Ti guarderei continuamente
Comunque sia, ogni posto è casa mia

Tornando sui sentimenti che prova per il suo innamorato, gli confessa che starebbe sempre a guardarlo, aggiungendo che ogni posto per lei è casa e quindi non prova alcun senso di estraneità in questo rapporto.

E siamo umani
È con le mani che tu mi trascini via

Il suo amato trova sempre il modo di coinvolgerla e farle dimenticare tutto il resto.

Potevo ballare con lui
ma sto qua a pazziare co’ te
Tienilo a mente
Tienilo a mente
che non ho più niente, ho solo te

La protagonista, quasi a mo’ di monito, avverte l’altro che a quest’ora sarebbe potuta essere a divertirsi insieme a qualcun altro, invece ha scelto consapevolmente di passare del tempo con lui, che è diventato ormai totalizzante per lei.

Il termine “pazziare” è tipico del napoletano e la cantante spiega a cosa si riferisce:

«Pazziare vuol dire essere liberi di fare ciò che si vuole, e fortunatamente io mi sento libera di farlo. Perché ho le possibilità di farlo, sono nata con questa fortuna, e dove non potevo arrivare sono arrivata con le mie forze, quindi adesso mi sento libera di esprimermi, di essere quella che sono. […] Pazziare non è una cosa scontata, purtroppo, non è un diritto che hanno tutti».

 

Angelina Mango

Fonte: VanityFair

E se poi scappo via così
Nei vicoli di Spaccanapoli
ci rimarrei per sempre
Ti giuro, sempre

Torna il tema della libertà, in quanto viene utilizzare il termine “scappare”. Anche se potrebbe riferirsi allo scappare insieme all’innamorato, la canzone è disseminata di piccoli avvertimenti di volersi sganciare da lui, sempre per reclamare quel po’ di spirito libero che alberga nella protagonista.

Spaccanapoli è una delle vie principali di Napoli e, nell’immaginario della cantante e non solo, potrebbe rappresentare appunto quella voglia di aria nuova e libertà a cui tanto anela.

Vorrei dirti che devo andare
Ma che t’o dico a fa’?

Lei vorrebbe apparire un po’ meno “sottona”, per usare un termine colloquiale, ma non riesce a farlo e si rassegna a questa situazione, sottolineando: “ma che te lo dico a fare? Tanto so bene che alla fine resterò qui con te”.

Ormai ti amo e tu mi ami
Se non lo vedi, metti gli occhiali
E non diciamolo per scaramanzia
Non si sa mai, non si sa mai

Una confessione in piena regola in cui la cantante dichiara il suo amore al proprio partner. Nonostante non voglia dirlo “per scaramanzia”, in realtà è esattamente ciò che fa, mettendone giocosamente in luce la contraddizione (un po’ come nel detto “mai dire mai”, in cui il “mai” viene detto).

Sembra una pazzia
Ma è la vita mia
Non si fa capire
Come una poesia

A volte i rapporti sentimentali, specialmente nelle prime fasi, possono apparire come delle follie, in quanto le emozioni che li contraddistinguono sono molto forti e generano confusione, al punto da sembrare quasi poetici.

Ma la vita tua
stringe la vita mia
E pare una pazzia
E pare una poesia

L’ammissione finale è che, per quanto cerchi di opporsi, la protagonista sa che la sua scelta è cedere ai sentimenti e lasciarsi trasportare da questo rapporto, senza al momento preoccuparsi troppo delle conseguenze.

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