Dance monkey – Tones and I

Nell’era di Internet e dei social, non di rado ci ritroviamo a scorrere le novità con la mente non del tutto presente, aspettandoci sempre qualcosa che stimoli il nostro interesse.

Ciò fa sì che la nostra attenzione, nel lungo termine, risenta di questo comportamento e ci porti a cercare sempre il “nuovo” in qualsiasi situazione, senza permetterci di godere dei singoli momenti ed esperienze che viviamo, alle volte creando persino problemi a noi stessi e agli altri.

È anche a questo che si riferisce la cantante Tones and I, all’anagrafe Toni Elizabeth Watson, che ha scritto il testo di Dance Monkey riferendosi in particolare a quando, mentre performava come artista di strada, alcune persone hanno iniziato a infastidirla nei più svariati modi, costringendola a smettere di esibirsi e fischiandole il loro disappunto mentre se ne andava.

Mi ero già esibita per sei ore. Qualcuno è corso davanti a me e mi ha rubato i soldi, un altro era ubriaco e ha provato a sporgersi e suonare la mia tastiera. La folla era davvero ubriaca e rumorosa. Ho detto: “Mi dispiace, ma chiudo qui”. Hanno provato a farmi continuare a cantare, poi hanno iniziato a fischiarmi, e io ero così frustrata, perché mi sono resa conto di come le persone non hanno più pazienza.
—Tones and I

Fonte: DIFFUS

La canzone è stata un successo inaspettato: dopo l’ascesa del duo brano Johnny, infatti, l’artista non credeva che Dance Monkey avrebbe spopolato così tanto.

Uno dei miei manager mi ha detto: “Oh, Tones… quello che è successo con Johnny è stata una cosa assurda. Non aspettarti che accada di nuovo”. Ha anche detto: “Penso che Dance Monkey è una bella canzone fatta dal vivo, ma non penso che finirà per essere un brano da radio”. È qualcosa su cui scherziamo ancora oggi.
—Tones and I

Fonte: Bilboard

I dubbi di Tones sorgevano dal fatto che Dance Monkey è stata prima cantata dal vivo in varie occasioni, e soltanto dopo è stata pubblicata nei canali ufficiali, andando controcorrente rispetto agli altri artisti.

Avrei potuto pubblicare la canzone prima di iniziare a cantarla per strada, ma avrei fatto come chiunque altro. Ci ho impiegato tempo e impegno, e ho costruito una fan base prima pubblicare musica di proposito. Sembra che sia successo tutto molto in fretta, ma io ho fatto l’opposto di quello che fanno gli altri – invece di pubblicare e poi lavorare sodo per portare il brano in vetta, la cantavo ogni singolo giorno come artista di strada a gruppetti di persone diverse in una delle più frenetiche città in Australia, nel senso di persone a cui veramente importava qualcosa.
—Tones and I

Fonte: Bilboard

Dicono: “Oh mio Dio, vedo come splendi:
prendi le tue mani, mio caro, e mettile tra le mie”.
Sai, mi hai completamente folgorato mentre passavo,
e ora ti prego di ballare soltanto un’altra volta.

Qui l’artista introduce una di quelle situazioni in cui si è ritrovata, durante l’esibizione, a essere importunata dai suoi ascoltatori.

Cercare di sfiorare le mani a una celebrità, soprattutto quando magari scende dal palco, è un gesto abbastanza diffuso, giacché simbolicamente si porta poi quel tocco come un “trofeo”, come a poter dire che quell’idolo ci ha lasciato il segno.

Tuttavia si tratta pur sempre di un contatto invadente (qualora non offerto dal personaggio stesso) e, oggi in particolare, volendolo di solito documentare con foto e video, diventa qualcosa di ancora meno spontaneo, quasi come se fosse dovuto.

Ti vedo, ti vedo, ti vedo ogni volta
e, oh Dio, mi piace il tuo stile!
Tu, tu mi fai, mi fai… mi fai piangere.

L’emozione che provoca la vista del proprio idolo è sicuramente molto forte, ma ai suoi occhi, se il comportamento della gente diventa troppo molesto e ci si dimentica che anche gli idoli sono persone da rispettare, non è sicuramente una condizione piacevole.

E così dicono:
“balla per me, balla per me, balla per me,
non ho mai visto nessuno fare le cose che fai tu”.
Dicono:
“muoviti per me, muoviti per me, muoviti per me
e, quando hai finito, te lo farò fare un’altra volta”.

In questi versi risulta più chiaro il titolo della canzone, Dance Monkey, giacché la folla in delirio richiede all’artista di esibirsi ancora e ancora, riempendola di lusinghe, ma anche imponendosi e irritandosi nel caso lei in quel momento non si senta di farlo.

Ci sono state volte in cui era veramente chiaro che la gente era così abituata a fare swipe e vedere qualcosa di diverso per intrattenersi, che la loro pazienza era diminuita. I cambiamenti repentini sono ciò di cui ora hai bisogno per strada. Devi essere molto rapido, non puoi parlare più di tanto, raccontare la tua storia e sintonizzarti con la canzone.
—Tones and I

Fonte: Justrandomthings

Proprio come una scimmia, ho ballato per tutta la vita,
ma tu mi preghi per ballare ancora una volta.

Sia le eccessive lusinghe che le continue richieste fanno pensare a un animale da intrattenimento, a cui erroneamente si è soliti non attribuire stress ed emozioni.

Il video della canzone non è legato al significato del testo. Rappresenta la vita ormai spenta di un anziano signore, Tones (in realtà impersonato dalla stessa cantante), il quale ha bisogno del badante per riuscire a sopravvivere ma che, contemporaneamente, sogna di ritornare alla sua passione per il golf, di cui osserva i vari cimeli nella propria stanza. Si rende così conto, forse, di aver dovuto abbandonare troppo presto la possibilità di vivere una vita più intensa, insieme ai propri amici, conoscendo nuove persone e divertendosi in compagnia. Così, dopo aver ricordato e fantasticato sul passato, si accorge che la cosa migliore per lui è allontanare il peso della vecchiaia e ritrovare nuovi stimoli.

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