Mad world – Tears for Fears

“Mad world” racconta il mondo visto da un ragazzo poco più che adolescente, che si rende conto di come la vita (propria e degli altri) giri sempre in tondo, senza meta e senza un vero e proprio scopo. Tutto va avanti, ma privo di senso e direzione, insomma una visione nichilistica dell’esistenza.

Roland, uno dei due componenti dei Tears for Fears, ha scritto la canzone quando aveva 19 anni e si trovava ad abitare sopra una pizzeria di una cittadina vicino Londra, osservando il mondo attraverso la finestra.

Nella canzone prevalgono sentimenti di inadeguatezza al mondo, di non trovarvisi bene, di sentirsi alienati.

Tutt’intorno a me facce familiari
Posti consumati, facce consumate
Pronti di primo mattino per i loro giri quotidiani
che non vanno da nessuna parte, che non vanno da nessuna parte

All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere

La prima strofa descrive come tutte le facce attorno a sé sembrino familiari, in quanto recano tutte la stessa espressione. La scena può anche essere assimilata a quella della fermata di un mezzo, in cui si vedono sempre gli stessi visi ed espressioni, asettici, annoiati, rassegnati.

Ogni viso e luogo sembrano “consumati” dalla vita ma, al tempo stesso, le persone si svegliano ogni mattina per ripetere all’infinito i loro giri quotidiani: giri in auto, sui mezzi, a piedi, a fare cose, cercando di andare avanti in una corsa senza sosta e senza meta.

Da un punto di vista meno metaforico, ci si potrebbe anche riferire alla frenesia che spesso si ha nell’uscire, visitare luoghi, magari giusto per poter dire di averlo fatto, ma senza realmente godersi il momento: girare, andando da nessuna parte.

Le lacrime riempiono i loro bicchieriSenza espressione, senza espressioneNascondo la testa, voglio annegare il mio doloreNessun domani, nessun domani

Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head, I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

La seconda strofa acuisce il senso di tristezza e desolazione di queste persone, che piangono affogando i dispiaceri nell’alcol. Il cantante si rende conto di quanto sia sconfortante ripetere giorno dopo giorno le stesse cose, la stessa routine, e vorrebbe solo nascondersi, affogare il proprio dolore nella consapevolezza che non esiste un domani, che tutto ciò che per cui gli esseri umani si muovono continuamente sono solo delle idee immateriali; che, insomma, il “domani” che tutti sognano è solo un’illusione.

E lo trovo come divertenteLo trovo tristeche i sogni in cui muoiosiano i migliori che abbia mai avutoTrovo difficile dirteloTrovo difficile digerirloQuando la gente gira in tondoè davvero un mondo folle

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
the dreams in which I’m dying
are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
it’s a very, very mad world

Il narratore sembra quasi desiderare la morte: i suoi unici momenti di sollievo sono, infatti, i sogni in cui vede se stesso morire. Ritorna poi il tema della gente che gira in tondo, senza raggiungere nulla di reale alla fine.

Un «mad world», insomma: un mondo folle, malato. La parola “mad” (folle) ha un’accezione diversa da “crazy” e “insane”, altri due termini per indicare la follia. Anzi, si trova esattamente nel mezzo: “crazy” sono i comportamenti eccentrici, “insane” riguarda la “pazzia” in senso clinico. “Mad” è qualcuno che è conscio dei propri comportamenti folli e li mette in atto perché sceglie di farlo.

Bambini che aspettano il giorno in cui staranno beneBuon compleanno, buon compleannoE io mi sento come ogni bambino dovrebbeSedersi e ascoltare, sedersi e ascoltare

Children waiting for the day they feel goodHappy birthday, happy birthdayAnd I feel the way that every child shouldSit and listen, sit and listen

Il testo ora riflette su come da bambini, a differenza che da adulti, ci si entusiasmi per gli anni che passano, scandendoli con i compleanni, quando si tratta semplicemente di ciò che da grandi soffriranno, ovvero proprio il tempo che viene scandito dai medesimi avvenimenti, dalle medesime cose da fare. Nella realtà, poi, i bambini e gli adolescenti non vengono davvero considerati per come dovrebbero: diventano delle piccole copie degli adulti, devono «sedersi e ascoltare».

Sono andato a scuola ed ero molto in ansiaNessuno mi conosceva, nessuno mi conoscevaSalve maestro, mi dica, qual è la mia lezione?Mi guardi dentro, mi guardi dentro

Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me

Anche quando vanno a scuola, quest’ultima li tratta come degli automi a cui impartire lezioni sempre uguali e che non li valorizzano come persone. Un ragazzo vorrebbe che il maestro guardasse dentro di lui, anziché essere visto come un numero e non come un individuo.

Mondo folle, mondo halargiano

Mad world, Halargian world

L’ultimo verso della canzone viene spesso storpiato in “enlarge your world” (allarga il tuo mondo), quando invece il verso originale è in realtà “Halargian world” (mondo halargiano). Curt ne parla in una pagina non più accessibile (di cui però rimane uno stralcio qui) del suo sito:

«Con il ritorno in auge della popolarità di “Mad world”, mi si sta chiedendo sempre più frequentemente dell’ultimo verso […]. Il verso reale è: “Halargian world” (non “illogical world”, “raunchy young world” (!), “enlarging your world” o una gran quantità di altre interessanti se non divertenti ipotesi).

 

La vera storia è: Halarge era un pianeta immaginario inventato da Chris Hughes o da Ross Cullum durante la registrazione di “The Hurting” [album di cui fa parte “Mad world”]. L’ho aggiunto come una sorta di scherzo durante la registrazione della voce, e l’abbiamo tenuto».

 

Curt Smith

Fonte: il suo sito

Il video della canzone mostra Curt che canta dietro una finestra, mentre fuori Roland performa una sorta di balletto gestuale (usanza molto in voga nella musica anni ’80). Essendo il testo della canzone piuttosto triste ed interiore, questa scena viene considerata alquanto bizzarra, ma è possibile sia una scelta volta proprio a sottolineare quella follia di cui si parla nella canzone.

Una delle donne nella scena del compleanno è la madre di Curt, e il tutto rappresenta un bel ricordo:

«È una canzone triste, ma evoca ricordi felici. Quando abbiamo girato il video, in una tenuta di campagna per risparmiare, abbiamo messo su un autobus tutti i nostri amici e familiari da Bath [la cittadina dove Curt ha scritto “Mad world”] e abbiamo passato una bella giornata. La donna presente alla festa di compleanno nel video è la mia mamma».

 

Curt Smith

Fonte: The Guardian

3 commenti

  1. Ottima ed approfondita spiegazione ed interpretazione della canzone. Ho apprezzato molto la distinzione in lingua inglese fra mad, crazy e insane. Inoltre è stato aggiunto anche il commento al video, il che rende ancora più interessante il confronto fra testo e immagine. Complimenti davvero! Penso che lo utilizzerò con i miei studenti in classe.
    Ps: vi consiglio di tradurre tutto in inglese per una maggiore visibilità e utilizzo.

    • Anche se a distanza di parecchio tempo, ho deciso di seguire il tuo consiglio e ho incluso anche la parte in inglese. Ti ringrazio per il tuo prezioso suggerimento!

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