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Cambia un uomo (Marco Mengoni) – Significato canzone

Tema prevalente del brano Cambia un uomo è la maturazione interiore di una persona. Transitando dal passaggio obbligato del processo di accettazione, si giunge al raggiungimento dell’inevitabile trasformazione.

Si tratta di una canzone intensa e profonda, di una sorta di confessione che segue una personale riflessione del cantante sul perdono e sullo scopo dell’esistenza.

Marco Mengoni è una delle voci pop più interessanti del panorama della musica italiana. Ha esordito nel 2009 partecipando e vincendo il talent show X Factor. Da lì, la sua ascesa nelle classifiche di musica.

Dimmi di riprovare
ma non di rinunciare,
perché di cause perse,
lo sai, sono un campione.

Il cantante, rivolgendosi a una persona per lui importante e della quale gli preme sapere l’opinione, le chiede di infondergli il coraggio di spingersi oltre i propri fallimenti. Vorrebbe avere la speranza che, riprovandoci, possa ancora farcela, e ciò malgrado lui si dichiari avvezzo a intraprendere azioni sciupate.

Se questo nostro amore
avesse già un finale,
probabilmente adesso
bestemmierei il tuo nome.

Continua ipotizzando che, se il loro rapporto avesse avuto delle possibilità di andare avanti, forse ora sarebbe stato il momento di imprecare.

Ma se tutte le paure
che nel mondo fanno male
scivolassero davvero dalle mie spalle altrove…

Quando si teme qualcosa, il più delle volte si tende ad allontanare il motivo di tale preoccupazione, proprio per non doversene occupare.

Ma non si può sempre sfuggire e mai agire, in quanto le inquietudini non scivolano via: vanno affrontate con decisione e superate.

Fosse l’ultima notte che abbiamo, sai,
io con tutte le altre la cambierei,
perché solo nel perdono cambia un uomo.

L’artista si rende conto che, anche se dovesse trascorrere un’ultima notte di confronto con se stesso, lo farebbe volentieri, perché una persona può cambiare solo quando approfondisce i propri limiti, si accetta e si perdona.

Se non lo facesse, rimarrebbe prigioniero delle proprie angosce.

Sono soltanto specchi,
non siamo così vecchi,
colpa dei miei difetti
che han sbiadito i tuoi riflessi.
Ma tu ancora,
mentre volo tu sbadigli,
ridi mentre penso a quali nomi dare ai nostri figli.
Vedi, potremmo essere questi,
però invece ancora scherzi.

In questo percorso di cambiamento il tempo passa, va avanti inesorabile e, quando ci si specchia e ci si vede più avanti con gli anni, si pensa che possa trattarsi solo di un’illusione ottica, di difetti che indeboliscono il riflesso.

Mentre il cantante libera la mente e vola alto, fantasticando sui nomi da dare ai figli e pensando a una famiglia, rimprovera alla persona a cui si rivolge un manifesto disinteresse, oltre che degli atteggiamenti di scherno. Le fa pesare che quella noncuranza ha impedito che il sogno di una vita si potesse concretizzare.

Fosse l’ultima frase che canto, sai,
a strapparmi la gola, non soffrirei,
perché solo nel perdono cambia un uomo.

Insiste nel dedicarsi alla propria trasformazione: porterà avanti il suo processo di crescita a ogni costo. Lo dirà o lo canterà fino a quando avrà fiato, perché è certo che la condizione ideale perché un uomo possa cambiare è ritrovare il perdono di se stessi.

Mi chiedi adesso di essere sincero:
io sono questo e non ne vado fiero.
Dimmi di riprovare
ma non di rinunciare.

Ritiene di essere schietto e sincero, nel bene e nel male, particolare fondamentale per poter fare quel salto di qualità nei confronti di se stessi.

Fosse l’ultima frase che canto, sai,
a strapparmi la gola non soffrirei,
perché solo nel frastuono cambia un uomo.

Un uomo può cambiare, oltre che perdonando e perdonandosi, anche mettendo a posto ciò che rappresenta il disordine nella propria vita, cercando di riparare anche l’irreparabile.

Il video di Cambia un uomo è molto elaborato. Vi sono diversi interpreti che si muovono tutti intorno al cantante, posto al centro chiuso in una teca.

Mentre si contano i passi di un adulto e di un bambino che camminano insieme, molto toccante e penetrante è ascoltare  la frase cult di questo testo scritto da Mengoni e Daniele Magro: «solo nel perdono cambia un uomo».

Il cantante, in questa prima fase, si trova fuori dalla teca, come a indicare che non è giunto ancora il momento di affrontare i propri disagi interiori.

Scorrono rapidamente delle immagini raffiguranti fotografie di famiglia che proiettano il cantante nel suo passato, quando era ancora piccolo e protetto dai suoi genitori.

La posizione del cantante all’interno della teca, a volte seduto per terra e a volte in piedi, scalzo, quasi in preghiera, assorto nei suoi pensieri e nei suoi ricordi, offre la sensazione di un uomo che, entrando in quello spazio chiuso, si addentra nel proprio intimo, dove si scontra e combatte interiormente con le sue paure, le sue angosce e le sue emotività.

Tra i tanti personaggi che si intravedono, uno è particolarmente caro al protagonista: suo padre, quell’uomo a cavallo vestito da cavaliere che trotta intorno alla teca come fosse un centro di gravità, quasi con l’intento di proteggerlo: un sostengo sempre presente al quale il cantante manifesta immensa gratitudine.

Davanti al padre, Mengoni si presenta in piedi e con lo sguardo attento ai suoi movimenti, come a non volerlo perdere di vista.

Particolare è la presenza di un uomo a petto nudo che si muove con leggiadria facendo dondolare un turibolo per incenso, circoscrivendo dei veri e propri cerchi in aria e intorno a sé, quasi fosse un rito religioso inteso a scacciare le cattive sensazioni.

Tenero è invece il momento in cui il cantante, sempre nella teca ma stavolta in piedi, vede un’anziana donna mentre suona il basso, con ai suoi piedi accovacciato uno dei suoi due bambini.

Spensierata è l’immagine di un uomo che gioca con un bambino, che lo fa volteggiare in aria e poi lo lascia giocare da solo. Per la prima volta, viene raccolta con le mani la terra e viene lanciata verso la teca chiusa, come segno di purificazione.

Peculiare è invece l’ingresso nella scena di un uomo con un testo in mano ora aperto, ora chiuso, che a volte sbatte per terra quasi a voler affermare un concetto. Potrebbe rappresentare la ricerca e al tempo stesso l’allontanamento della fede, in un continuo alternarsi di avvicinamento e diffidenza verso Dio. Alla fine, come se si arrendesse, si accovaccia davanti alla teca dando le spalle al cantante.

Sembra che tutto questo percorso spirituale abbia alla fine sortito l’effetto desiderato, e ciò in quanto il cantante è finalmente fuori dalla teca, prima chino col capo sul terreno, come in raccoglimento, e infine sospinto in piedi e circondato da una luce che lo pervade e che lo rende finalmente libero.

A questo punto, trovata la sua dimensione, può gioire insieme agli altri, ai quali si apre completamente abbattendo tutte le barriere. Può così dare sfogo alle sue passioni e alle sue emozioni.

3 Commenti
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Massimo Agostino

Sinceramente non era un cantante che seguivo ma dal primo ascolto mi è venuta la pelle d’oca, stupenda canzone in tutti i sensi e piena di sentimenti e significati, mi auguro si possa ripetere questa emozione con altre canzoni, una sola parola Marco sei un GRANDE

Dea

Vero. Grande Marco

Gaetana

Sono fiera e orgogliosa di avere un cantante meraviglioso, unico e soprattutto umano. Non è da tutti avere tanta sensibilità e capire quali sono i veri valori umani. Ringrazia il Signore che ti ha dato dei Genitori bravi, che ti hanno insegnato il rispetto. Ti auguro un futuro sereno e radioso. Ti meriti tutto il bene.