Abbiamo imparato a conoscere Deddy, il cui vero nome è Dennis Rizzi, all’interno di Amici nella sua partecipazione alla ventesima edizione.

Fin da subito è risultato un ragazzo sensibile e umile, ma al contempo caparbio. Non ha mai nascosto di aver avuto poche occasioni di studiare musica, pur sentendo la necessità di cantare. Infine è riuscito a coronare il suo sogno, alle volte accompagnandosi anche con il pianoforte.

Più che la perfetta intonazione, erano i testi delle sue canzoni a catturare l’attenzione dei suoi ascoltatori: testi molto semplici ma profondi che, prevalentemente, parlano d’amore e di emozioni, ma non disdegnano le paure e i conflitti del cantante.

Ogni suo brano, subito dopo l’inizio della storia con la ballerina Rosa Di Grazia (altra partecipante al talent show Amici), sembrava una dedica piena di sentimento. Questo, forse, ha aiutato molto il cantante alla stesura di nuove e più avvincenti canzoni.

In merito a questa relazione, sembra che i due ragazzi vi abbiano posto fine, come dichiarato dallo stesso cantante nel corso di un’intervista:

«Con Rosa va che non ci stiamo sentendo più di tanto, perché ho tanti impegni, però…».
—Deddy

Fonte: GingerGeneration

Deddy, per cantare la prima volta dal vivo la sua canzone Giove, ha scelto lo studio di Amici. Anche a distanza di tempo, molti di coloro che hanno preso parte al talent show continuano a considerare quello studio la loro casa. Infatti il cantante, a proposito della sua partecipazione (stavolta come ospite), dice:

«Sono tornato ad Amici per cantare Giove ed è stato come tornare nella vecchia scuola. Anche se è passato solo un anno molte cose sono cambiate ma altre, per fortuna, sono ancora uguali».
—Deddy

Fonte: FanPage

Il nuovo brano, Giove, è fuor di dubbio il racconto di una storia d’amore conclusa.

L’espressione figurata di guardare al pianeta Giove sembra essere la voglia e/o la necessità per il cantante di guardare oltre, andare avanti e ampliare le sue vedute di vita e le sue visioni artistiche. Probabilmente ritiene sia giunto il momento di cambiare prospettiva.

Deddy fornisce però la sua spiegazione sul significato del brano:

«Passo tanto tempo a guardare lassù, e forse Giove è solo un’ode all’amore che è questa combinazione perfetta di satelliti tra il sapere di stare bene con se stessi, accettarsi e avere un’altra persona che è con te in ogni imperfezione, anche quando è stanca, anche nel difetto».
—Deddy

Fonte: GingerGeneration

Dice altresì:

«Penso che il messaggio di questo brano, per quanto possa essere universale, sia molto preciso. Giove parla di una relazione finita e del non riuscire ad andare avanti».
—Deddy

Fonte: Revenews

Scrivo sui muri quello che non ho il coraggio di…
che non è facile parlarti
e i giorni passano, a me sembra sempre lunedì,
che non ci sei più tu a salvarmi.

Sulla scorta di questa relazione finita, il cantante inizia il brano descrivendo ancora le sue paure nell’esprimere e manifestare i propri sentimenti. Per fare ciò, affida le sue parole a delle scritte sui muri.

Trascorrono i giorni in assenza della sua ragazza, e si sente come in genere viene descritta la settimana quando inizia: gravosa, intensa e piena di impegni, momenti questi che venivano alleggeriti e alleviati dalla presenza del suo ex amore.

E questa stanza senza te sembra un diario vuoto,
e mille pagine da scrivere, guardo una foto
e tremo
se chiudo gli occhi.

La rappresentazione sembra quasi struggente: la sensazione è quella di sentirsi soli in una stanza, che senza di lei è paragonata a un diario con le pagine bianche. Sarebbe bello riempirlo di parole ma, con quello stato d’animo, rimangono ferme nella mente, mentre il cantante assorto guarda una foto che gli procura dei forti turbamenti, facendogli chiudere gli occhi.

Lo so che sei stanca,
io lo capisco: ti si legge in faccia.
Se resto fermo mentre vai di fretta,
in macchina la radio è spenta.
Serve silenzio ed arrivare a Giove
con le mie parole per farti capire
che non arrivo a dieci,
resto al nove.
Mentre fuori piove io raccolgo
briciole.

L’artista sembra si fosse già accorto da tempo di una “stanchezza” da parte della sua ragazza, uno sfinimento che le si leggeva in faccia, come fosse sofferente.

La descrizione di lui fermo in auto, in cerca di assoluto silenzio – tanto da tenere la radio spenta – implica che lui è alla ricerca di qualcosa di diverso. Vorrebbe far capire alla fidanzata che non riesce a darsi completamente come lei meriterebbe o vorrebbe. Focalizza quindi un proprio limite: si sente da “9” e non da “10”, come fosse consapevole di essere quasi perfetto per la sua lei, ma non realmente ciò che lei cerca.

E ho chiuso mostri nell’armadio che pensavo, sì…
fosse più facile parlarti
Ma quei giorni restano incollati sempre lì,
non fanno altro che fissarmi.

Cerca di spiegare che, malgrado il tempo trascorso, soffre ancora di quelle paure che lo rendevano fragile. Cerca di prendere il coraggio tra le mani per parlarle, ma si rende conto che ciò non è facile come credeva.

Intanto ripensa con rammarico a quei giorni meravigliosi trascorsi insieme, che non dimenticherà mai perché fissati nella sua mente.

E questa stanza senza te sembra un binario vuoto,
e mentre gli altri ancora ridono scatto una foto,
e tremo
se chiudo gli occhi.

La lontananza da quella storia lo smarrisce: vede la sua stanza vuota come lo è un binario senza treni e, nonostante abbia deciso di andare avanti, scatta ancora qualche foto e torna ad avvertire quelle emozioni forti che, chiudendo gli occhi, si amplificano sempre di più.

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