In questa canzone dal sapore nostalgico, Eduardo De Crescenzo descrive i momenti quotidiani e fugaci di un innamoramento, ponendo come sfondo e cornice la città di Napoli, a cui tutto l’album C’è il sole è dedicato.

C’è un punto abbastanza chiaro in questo disco. È un prodotto napoletano, il più divertente da quando faccio questo mestiere, e sono dodici anni. L’ho registrato tra la mia gente, non mi sono sentito addosso quel senso di precarietà che mi prendeva quand’ero a Roma e a Milano.
—Eduardo De Crescenzo
Fonte: Il Giornale di Napoli, 11 giugno 1989

I versi danno vita a un quadro in cui chiunque apprezzi l’atmosfera napoletana potrebbe immergersi, lasciandosi accompagnare dalla narrazione che il cantante fa di situazioni ed elementi quotidiani: le finestre illuminate delle case, le strade, le stelle e la presenza costante di una melodia in sottofondo (forse intesa in senso figurato), cioè il ritmo napoletano.

Naturalmente, lo stesso coinvolgimento nel brano lo proverebbe chi ha una metà a cui sente di voler dedicare, dentro di sé, questa canzone.

Il racconto della sera ed un ritmo napoletano
che risuona per le strade fino a perdersi piano piano.

La serata raccontata dalla canzone si svolge con un sottofondo sempre pregno dell’aria di Napoli. Il «ritmo» di cui si parla potrebbe essere uno di quei motivi che a volte si sentono fugacemente per le strade, magari proveniente da un locale tipico, oppure essere inteso semplicemente in senso metaforico.

La sera inventata, quella dei poeti,
la sera aspettata degli innamorati
la sera per correrti incontro e per portarti chissà dove
o per restare lì abbracciati quando piove.

La sera ha un fascino particolare: saranno i giochi di luci e ombre, saranno le infinite possibilità che essa porta, sta di fatto che sembra un momento della giornata dipinto da un poeta.

Anche (e soprattutto) per gli innamorati è un momento magico, in quanto sancisce l’occasione in cui possono rivedersi e condividere insieme qualcosa di speciale, sia che si tratti di girare la città alla ricerca dei posti più particolari, sia che si rimanga a casa, magari con la pioggia che picchetta fuori.

Il racconto della sera ed un ritmo napoletano
che risuona per le strade fino ad avvolgere piano piano
le finestre delle case che si accendono ad una ad una
come luci di teatri nella penombra della luna.

Ad accendere ulteriormente l’atmosfera magica della sera ci pensano le luci delle case, che si stagliano quasi come fossero dei riflettori da teatro, facendosi breccia nella penombra lunare. Si forma così un quadro ancora più spettacolare e suggestivo di questa bella serata descritta dalla canzone.

La sera che si apre sui quartieri,
la sera che inventa nuovi amori.

Alla sera, in ogni angolo della città si susseguono delle dinamiche nuove e riviste, tante opportunità che aspettano solo di essere colte.

La sera della prima volta, quella che non si scorda mai,
e poi la sera, quella che tu solo sai.
La sera per correrti incontro, per andare insieme chissà dove
o per restare soli quando piove.

Il testo si sposta poi sui sentimenti della coppia: gli innamorati attribuiscono alla sera un significato ancora più profondo, perché insieme creano nuovi ricordi, nuove esperienze che, come delle pietre miliari, verranno ricordate per tutta la loro vita («la sera che tu solo sai»).

Il racconto della sera ed un ritmo napoletano
che risuona per le strade fino a perdersi piano piano
nel silenzio delle stelle che disegnano la fortuna,
nei segreti degli amanti illuminati dalla luna.

Non poteva mancare, da contorno, il pezzo forte di ogni notte particolare, cioè una cornice di stelle. Magari saranno anche profetiche, e racconteranno, a chi le sta osservando, se nel futuro avrà altre fortune, come lo spettacolo di questa sera.

Il silenzio della sera ed un ritmo napoletano
che risuona per le strade fino a perdersi piano, piano
nella sera che si accende quando passi così leggera,
silenziosa prima donna sul palcoscenico della sera.

Di nuovo l’attenzione si sposta sulla dolce metà del protagonista, che osserva la sua “dèa” muoversi con passo leggero e silente, facendosi strada in quest’atmosfera suggestiva.

Anche se la sua lei sta semplicemente avviandosi verso un locale o un luogo in particolare, l’artista la vede come se fosse da sola su un palcoscenico immaginario, colma di quell’eleganza e solennità che solo una persona innamorata può scorgere.

Il racconto della sera ed un ritmo napoletano
Che risuona per le strade fino a perdersi piano piano.

Il racconto di una serata così eterea, significativa e quasi troppo breve, volge al termine e si conclude esattamente per com’è iniziato: sfumandosi attraverso le note della melodia di Napoli, che mai ha abbandonato il protagonista in questo suo speciale percorso tra atmosfera e amore.

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