La noia – Angelina Mango

“La noia” sembra descrivere il sentimento citato nel titolo (quello della noia, appunto) non solo con le classiche connotazioni negative di un momento di fermo e apatia, ma anche come trampolino di lancio verso attività e pensieri che servono proprio a sconfiggerla.

«[…] siamo giunti alla conclusione che, se si vive davvero, la noia non esiste».

 

Angelina Mango

Fonte: LaC News24

Infatti sono proprio tanti i pensieri che costellano questa canzone, e che spaziano dalla descrizione della noia vera e propria alla voglia di ballare per passare il tempo, ma anche al mondo della musica («allora, scrivi canzoni? Sì, le canzoni d’amore, e non ti voglio annoiare, ma qualcuno le deve cantare»), o a brevi riflessioni sull’infanzia («a me hanno dato le perline colorate per le bimbe incasinate con i traumi»).

La parola cumbia invece, onnipresente nel testo, si riferisce a un ballo colombiano, nonché alle sonorità che caratterizzano questo brano. La cantante la descrive così:

«[…] la scelta della cumbia, il ritmo messicano che sta alla base del brano, è un anti-noia per eccellenza. Impossibile non alzarsi e ballare».

 

Angelina Mango

Fonte: LaC News24

Anche il video concorre a completare il significato del testo, infatti si alternano varie scene, sebbene tutte tratte da quattro setting principali:

  • un ambiente che sa di vintage, quasi stantio, dove la cantante è circondata da donne che la vestono in un abito tradizionalmente femminile ma “vecchio”, e i colori sono spenti e antichi. Sembra riferirsi ai versi più cupi della canzone,
  • un ballo al centro di una sala grande ma spoglia, quasi senza arredamento, dove ciò che spicca è il rosso vermiglio del vestito di Angelina. Potrebbe rappresentare la cumbia della noia, cioè il rinnovato entusiasmo di fare qualsiasi cosa, che si inizia a provare quando ci si è abituati alla noia stessa;
  • una stanza indefinita, verde acqua e quasi claustrofobica, in cui la cantante ha i capelli lunghissimi, ma attorcigliati in trecce che sembrano quasi dei rovi, oltre ad essere appesi a dei fili del bucato con delle mollette. Rappresenta il sentimento di staticità, di volersi muovere ma non riuscirci;
  • la stessa immagine delle lunghe trecce ramificate, ma stavolta mentre vengono lavorate e sistemate da alcune bambine, forse proprio a voler “ammazzare” la noia.

In breve, il significato di “La noia” viene così spiegato da Angelina Mango:

«[l’importanza di avere] tempo a disposizione per fare le cose che amiamo e che ci permette di riconoscere il valore della vita che oscilla tra momenti positivi e momenti negativi».

 

Angelina Mango

Fonte: RaiNews.it

L’interpretazione più dettagliata dei versi potrebbe essere la seguente.

Quanti disegni ho fatto
Rimango qui e li guardo
Nessuno prende vita
Questa pagina è pigra

I disegni, specie quelli creati quando si è bambini (ma non solo), spesso in qualche modo simboleggiano i nostri sogni, qualcosa che vorremmo accadesse, o semplicemente un mondo fantastico che ci piacerebbe ritrovare nella realtà.

Quando si cresce, poi, ci si rende conto che probabilmente resteranno, appunto, soltanto disegni. Questa consapevolezza troppo dura, a volte, influenza anche il resto della propria vita, abbandonando quell’entusiasmo e quella creatività che ci spingeva a essere creativi.

Vado di fretta
E mi hanno detto che la vita è preziosa
Io la indosso a testa alta sul collo
La mia collana non ha perle di saggezza
A me hanno dato le perline colorate
per le bimbe incasinate con i traumi
da snodare piano piano con l’età

La cantante è conscia di non avere consigli di vita («perle di saggezza») da dispensare, anzi, con un abile gioco di parole, afferma che le uniche perle che ha ricevuto sono state quelle che da bambina le venivano date per consolarla dai traumi subiti, probabilmente riferendosi anche alla scomparsa del padre, il cantante Pino Mango.

Eppure sto una pasqua, guarda, zero drammi
Quasi quasi cambio di nuovo città
Ché a stare ferma a me mi viene
a me mi viene
la noia

Desiderosa di stare sempre in movimento, l’artista rifugge qualunque situazione che possa farla sentire statica, stagnante. Forse questo eccesso di “dinamicità” è proprio un modo per non indugiare troppo sui pensieri negativi («eppure sto una pasqua, guarda, zero drammi»).

Muoio senza morire
In questi giorni usati
Vivo senza soffrire
Non c’è croce più grande

Questi versi sembrano incarnare la descrizione tipica della noia, in cui ci si sente spenti, senza stare né bene né male.

Si nota anche, però, che una descrizione così negativa potrebbe anche riferirsi ad altri tipi di problematiche, ad esempio una forma di apatia.

Non ci resta che ridere
in queste notti bruciate
Una corona di spine
sarà il dress-code per la mia festa
È la cumbia della noia

Per schiacciare la noia spesso si cerca di distrarsi e trovare qualcosa di positivo a cui pensare: è come indossare una corona di spine a una festa, ovvero un oggetto che di per sé dovrebbe essere allegro e festoso ma che, in questo caso, con le sue spine è un continuo tarlo che ci ricorda che ci stiamo annoiando.

La cantante si dà quindi al ballo, alla «cumbia della noia».

Quanta gente nelle cose vede il male
Viene voglia di scappare come iniziano a parlare
E vorrei dirgli che sto bene, ma poi mi guardano male
Allora dico che è difficile campare

La cantante sembra sentirsi oppressa dal fatto che tutti vogliano per forza trovare un motivo per compatirla, di trovare in lei l’immagine di un’artista tormentata, che sembra andare tanto di moda.

Business, parli di business
Intanto chiudo gli occhi per firmare i contratti
Princess, ti chiama princess
Allora adesso smettila di lavare i piatti

Ci si riferisce forse a tutte quelle pseudo-celebrità che fioccano sui social, in cui ciascuno può far finta di essere ricercato e famoso o, in generale, di avere una vita e delle relazioni perfette, cosa che poi non corrisponde alla vita reale.

Allora scrivi canzoni?
Sì, le canzoni d’amore
E non ti voglio annoiare
ma qualcuno le deve cantare

Sebbene il panorama musicale pare aver superato il periodo più romantico ed essere entrato in una fase di testi più superficiali, Angelina si fregia invece di scrivere ancora canzoni d’amore.

Cumbia, ballo la cumbia
Se rischio di inciampare almeno fermo la noia
Quindi faccio una festa, faccio una festa
perché è l’unico modo per fermare
la noia

Essere dinamici e godersi la vita è, secondo questo brano, il modo per combattere l’abisso dell’inerzia in cui a volte la vita sembra volerci risucchiare.

Muoio perché morire
rende i giorni più umani
Vivo perché soffrire
fa le gioie più grandi

Infine, ricordare che un giorno le gioie avranno fine e che anche la sofferenza fa parte della vita sono entrambe consapevolezze che la rendono più degna di essere vissuta e apprezzata.

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