Tommaso Paradiso, ora solista, scrive Magari no, un brano prodotto da Federico Nardelli, facente parte del suo ultimo album Space Cowboy.

Ciò che caratterizza la musica di Tommaso è la sua vena nostalgica, il suo modo di raccontare degli episodi di vita il più delle volte dedicati a rapporti controversi, in maniera malinconica, quasi infastidito e stufo.

Il cantante descrive così il significato di Magari no:

“Questa canzone ti lascia il dubbio: parla di alcuni miei momenti in cui dico «ok, adesso devo fare questa cosa», oppure «ok, adesso smetto di fare questa cosa… o magari no». […] È un po’ la mia vita, non so quale strada prendere. […] Quante volte ci è capitato di dire «Oh Dio, ho fatto quella serata, potevo fare di meno, potevo…», e quindi il giorno dopo ti svegli e «ok, da domani decido…». Poi ti trovi là, nella stessa situazione, e dici: «magari… magari non ce la faccio»”.
—Tommaso Paradiso

Fonte: Radio Zeta

La canzone è una dedica che ha il sapore dell’amarezza. In quest’amarezza c’è tanto del vissuto di Tommaso, della sua esperienza passata con il gruppo Thegiornalisti, di amori finiti e in generale la voglia di raccontare e far emergere la parte negativa di ogni percorso che l’ha lasciato deluso.

La location che predilige il cantante è l’immancabile automobile e i suoi viaggi in solitudine, magari consumando una sigaretta, che gli consentono di poter pensare e riflettere. D’altronde chi ama guidare trova rilassante abbandonarsi ai ricordi immersi nello stridore del motore e delle ruote sull’asfalto, che spesso riportano alla realtà.

Guido piano, tanto non voglio arrivare,
e se si stanca pure il freno
capirai
sotto il cielo di settembre
quello che ti piace a te,
per andare via di corsa nel weekend.

È proprio dall’auto che inizia il racconto di un viaggio a settembre fatto con l’andatura lenta, quasi stanca, tipica di chi vuole prendere tempo – o forse lo vuole solo perdere.

Le foglie, la strada,
due moto che mi fanno i fari
e una casina sul fiume
con gli amici in barca, sulle bici.

Il cantante ricorda che la sua donna amava il mese di settembre e l’autunno. Percorre quelle stesse strade che facevano insieme durante il weekend.

Adesso è in auto da solo, tra le foglie cadute sull’asfalto, con gli stessi scenari negli occhi, tra cui la casetta sul fiume dove trascorrevano giorni felici con gli amici.

Incrocia due moto che gli lampeggiano, quasi a ricondurlo alla quotidianità.

Ti sei presa le stelle,
le notti che giro e non dormo,
i sogni che faccio di giorno,
le parole che ti ho scritto.

Con tristezza rimprovera alla donna che non è più con lui ciò di cui è stato privato quando si sono lasciati.

Le rimprovera di essersi presa le stelle, ovvero di avergli spento la luce negli occhi, di essere la causa delle notti insonni che passa in giro, nonché dei sogni infranti ogni mattina.

Le rimprovera di avergli sottratto anche le parole che le aveva dedicato scrivendo per lei.

E già che ci sei,
e allora prenditi pure sta canzone,
mentre bevo una Coca all’Autogrill
col volume a cannone per restare sveglio
e un po’ di hangover per sentirmi meglio.

E, a questo punto, quasi con stizza le dice di prendersi pure questa canzone, una canzone che potrebbe aver scritto anche durante una sosta in un autogrill, sorseggiando una coca per poi riprendere il viaggio con la radio a tutto volume, quasi a volersi ubriacare di musica per non pensare lucidamente.

E non dirmi davvero
che ti risveglierai lunedì
senza un casino nel petto,
un casino nel letto.

E ancora il suo pensiero torna alla loro vita insieme, quando al risveglio vivevano ancora delle loro emozioni. Si chiede se anche lei, dopo la fine di questo rapporto, riuscirà a svegliarsi la mattina senza avvertire lo stesso smarrimento del protagonista.

L’ultimo pacchetto e poi magari smetto…
magari no.
O magari no,
tanto domani il sole arriverà.

Nello sconforto di questo pensiero afferra un altro pacchetto di sigarette, promettendo a se stesso che sarà l’ultimo, che forse smetterà… o magari no, ma che sicuramente riuscirà a ricominciare una nuova vita, esattamente come fa il sole ogni giorno.

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