Un tuffo nel passato e, al tempo stesso, un ritorno in superficie: un mix di tematiche e sentimenti caratterizza questo singolo di Tiziano Ferro, “Senza scappare mai più”, con cui il cantante sembra riappacificarsi con se stesso, con le sue “identità” passate e con il suo presente.

Scritta durante un periodo di crisi di coppia ancora in sospeso (come spiega Tiziano Ferro in un’intervista per Tv Sorrisi e Canzoni), questo brano può anche riferirsi al rapporto che si ha con se stessi, alla considerazione che ci si dà e all’opinione che abbiamo di noi.

«Prima ero schiacciato da mille insicurezze e da una montagna di disistima verso me stesso. Sento di aver perso molto nella sfera sentimentale. Ho perso troppo tempo a rincorrere le aspettative e i parametri di normalità degli altri. Nel frattempo mi sono ritrovato a 30 anni del tutto impreparato. Ero un uomo, ma la mia formazione sentimentale era ancora quella di un adolescente».

Stando a quanto affermato dal cantante nella stessa intervista, l’idea di impersonificare se stesso ed elaborare una summa della propria evoluzione come persona e come artista aleggiava nella sua testa già da diverso tempo. «Li avrei voluti abbracciale tutti, quei vecchi Tiziano. Ma è evidente che in alcuni di loro mi riconosco ancora, in altri non più. Ma non rinnego nulla, sia chiaro. Detesto le persone che prendono le distanze da ciò che hanno fatto in passato».

Questo brano, che emerge dopo un lungo periodo di silenzio musicale del cantante, viene quindi vissuto dal suo autore come un personale trionfo e come la presa di coscienza di aver finalmente imparato ad accettarsi, sotto ogni punto di vista, sia nel passato che nel presente. Tiziano Ferro prosegue infatti l’intervista asserendo come il proprio carattere sia mutato positivamente nel corso del tempo e sia riuscito a far fronte a tutti i propri piccoli grandi limiti, in primis l’insicurezza.

«Per anni ho alimentato tanti pensieri bui. Rabbie, rancori, disistima Cose tipiche dell’adolescenza Quando è arrivata, io l’ho dovuta mettere in pausa. Sono diventato molto famoso in un’età in cui i ragazzi di solito si scoprono uomini. A 20 anni in fondo dovresti fare solo questo. Io, invece, non ho potuto. E in seguito ho dovuto passare per ogni genere d’intemperie. Ora finalmente vivo serenamente accettando quello che non posso cambiare. Con il sorriso sulle labbra. Ecco, questo è cambiato in me. Sono invece molto più incline a cambiare ciò che posso. Non mi tengo più tutto dentro per poi esplodere all’improvviso combinando un disastro. La cui vittima principale, comunque, ero sempre e solo io. […] Dico le cose come stanno. Chiedo alle persone di rispettare i miei tempi. Non mi rimetto più alle esigenze degli altri, ho capito le mie priorità e ho scoperto di poter chiedere di rispettarle alle persone che mi circondano. Basta spiegare le cose con gentilezza e le persone capiscono senza drammi».

Il testo: voglia di affrontare e affrontarsi

Il testo della canzone parla direttamente al suo destinatario, con il quale il protagonista ha avuto (o ha) un legame affettivo turbolento. Egli non sa affrontarlo, forse non è abbastanza forte o maturo, per cui l’unica soluzione che gli viene in mente è evitare la situazione. Insomma, scappare. Si affida – metaforicamente – alle stelle, quasi come ad un oracolo, chiedendo loro dove andrà a finire a causa di tutta questa storia («luce buona delle stelle / dimmi adesso dove andrò»). Domanda, più a se stesso che alle stelle in verità, se sia il caso di abbandonare tutto («se non lascio cosa faccio?») e se questo lo porterà a rimuginarci sopra quando sarà troppo tardi («dimmi se poi rifletterò»).

Il protagonista vorrebbe farsi scorrere tutto addosso, un po’ come fa la sua controparte che, con questo atteggiamento, lo fa soffrire («e vorrei / imparare ad imitarti / a far del male come sai»). Ciò potrebbe riallacciarsi vagamente al destinatario di cui si parla in “La differenza tra me e te”. Egli, tuttavia, non ne è capace («ma non posso, non riesco»): il suo equilibrio interiore è già abbastanza precario («non ho equilibri miei») per pensare addirittura di cambiare completamente la propria indole.

Il cantante si rende conto di come la relazione sia diventata precaria: dovrebbe essere lui a preoccuparsi per entrambi («sai, sai, sai, sai che / penserei ad ognuno / ma nessuno pensa a noi»), inoltre sa di non sapersi impedire di addolorarsi quando il proprio compagno lo ferisce («perderei la mano / a farmi male se lo vuoi») e, sebbene sa che basti un cenno di apertura da parte dell’altro per stare bene («smetterei di piangere / ai tuoi segnali e poi»), prende anche consapevolezza del fatto che continuare in questo modo significherebbe, a lungo andare, far buon viso a cattivo gioco, rendendo quei piccoli momenti di felicità solo una finzione («forse potrei fingere / ma non ci crederei»).

Continua la sfilza di condizionali, questa volta vertendo su un unico verbo, «correrei» (che è anche il titolo che inizialmente Tiziano aveva pensato per questo brano): il cantante vorrebbe «salvare» il proprio compagno dicendogli la verità, cioè che la storia sta perdendo quota («io / correrei a salvarti, a dirti / che così non può durare»); vorrebbe stargli accanto, superare le difficoltà insieme e con più coraggio («correrei a parlarti, a consolarti / niente più dolore»), in modo da fermare la situazione penosa che si è creata («correrei a fermare il tempo / e insieme a lui le sue torture»). Vorrebbe, insomma, tornare da lui («correrei da te e ti stringerei») con una forza e una sicurezza nuova«senza scappare mai più».

Ancora una volta invoca una forza superiore, in questo caso il vento in un periodo estivo, affinché si prenda cura del suo amato («vento buono dell’estate / scalda in pace chi già sai») e plachi il proprio rancore («fai che la mia rabbia / si raffreddi casomai»): forse non tanto nei confronti dell’altro, quanto verso se stesso, per aver continuato a fuggire dal nocciolo del problema.

Sogna, adesso, tutto ciò che potrebbe fare con questa nuova convinzione: i momenti bui diverrebbero indolore («sai, sai, sai, sai che / penserei ad un male / che non ci ferisca mai»), cercherebbe di non deludere il suo compagno («penserei a una scusa / che non ti deluda mai») e agirebbe concretamente senza trincerarsi dietro parole («preferisco i fatti alle parole»). Ma, tuttavia, non rinnega totalmente il suo agire, giacché perlomeno è stato sincero nel palesare il proprio disagio e non ha continuato una storia che faceva male a entrambi («preferisco me a chi fa finta / come noi»).

La nota dolente è che, a furia di fuggire, il suo amato sembra non essere più disposto a farsi trovare lì dov’era stato lasciato, metaforicamente e non («dal punto in cui correvo / e stavi fermo tu / ti persi ma / non scapperò mai più, io / non scapperò mai più»).

Il video: 10 Tiziani per me… posson bastare

Il video della canzone è diretto da Gaetano Morbioli, regista di numerosissimi video musicali (tra cui “Domani è un altro film”“Ricomincio da me”“La pioggia è uno stato d’animo” dei Dear Jack, “Se si potesse non morire” dei Modà, “La differenza tra me e te” dello stesso Tiziano Ferro e tanti altri: ecco l’elenco completo). Nel videoclip vediamo Tiziano che canta accostandosi alle interpretazioni del suo passato, a partire da “Xdono” per finire a “Hai delle isole negli occhi”.

Come spiegato dal cantante nel video “dietro le quinte” (backstage) di “Senza scappare mai più”, reperibile anche alla fine di questa pagina, per impersonare i propri “se stesso” Tiziano Ferro ha indossato (per la maggior parte) gli abiti originali dei suoi vecchi video, che durante il backstage sottolinea – con fare ironico – come gli entrino ancora. I personaggi delle canzoni riprodotte sono fotografati “ora e prima” (a sinistra in “Senza scappare mai più” e a destra nelle canzoni originali) a fine articolo.

Per riguardare i suoi precedenti “personaggi”, Tiziano – racconta nella succitata intervista – di come ha dovuto fare qualcosa per lui innaturale e che sempre cerca di evitare: digitare il proprio nome sui motori di ricerca. A tal proposito dice: «meglio non farlo, non può venirne fuori niente di buono. Agli inizi di carriera, quando non ero famoso, cedevo alla tentazione ma ne uscivo sempre con le ossa rotte».

In ordine, le canzoni rappresentate sono:

  • Xdono – abito e movenze, quali l’andare “contro” la telecamera
  • Rosso relativo – sfondo a righe rosse e nere
  • Xverso – abito
  • Sere nere – abito e sfondo, in cui appaiono scritte dei testi delle sue vecchie canzoni, con la stessa scrittura che compare nel video di Sere nere appunto
  • Ti voglio bene – abito e ferite sul viso
  • Ti scatterò una foto – abito bianco che compariva alla fine del video originale, e lucchetti
  • E Raffaella è mia – abito e movenze
  • Alla mia età – sceneggiatura, con fotografie e coppe, e abito sportivo che nel video originale compare verso la fine
  • La differenza tra me e te – l’unico riferimento sono i faretti rotondi
  • Hai delle isole negli occhi – abito e poltrona.

“XDONO”
“ROSSO RELATIVO”
“XVERSO”
“SERE NERE”
“TI VOGLIO BENE”
“TI SCATTERÒ UNA FOTO”
“E RAFFAELLA È MIA”
“ALLA MIA ETÀ”
“LA DIFFERENZA TRA ME E TE”
“HAI DELLE ISOLE NEGLI OCCHI”
Testo
SENZA SCAPPARE MAI PIÙ

Senza scappare mai più

Luce buona delle stelle
dimmi adesso dove andrò
Se non lascio cosa faccio?
Dimmi se poi rifletterò
E vorrei

imparare ad imitarti
a far del male come sai
Ma non posso, non riesco
Non ho equilibri miei
Sai, sai, sai, sai che

penserei ad ognuno
ma nessuno pensa a noi
Perderei la mano
a farmi male se lo vuoi
Smetterei di piangere
ai tuoi segnali e poi
forse potrei fingere
ma non ci crederei
Io

correrei a salvarti, a dirti
che così non può durare
Correrei a parlarti, a consolarti
niente più dolore
Correrei a fermare il tempo
e insieme a lui le sue torture
Correrei da te e ti stringerei
senza scappare mai più
senza scappare mai più
senza scappare mai più

Vento buono dell’estate
scalda in pace chi già sai
Fai che la mia rabbia invece
si raffreddi casomai
Sai, sai, sai, sai che

Penserei ad un male
che non ci ferisca mai
Penserei a una scusa
che non ti deluda ma
preferisco i fatti alle parole
anche se poi
preferisco me a chi fa finta
come noi
Io

correrei a salvarti, a dirti
che così non può durare
Correrei a parlarti, a consolarti
niente più dolore
Correrei a fermare il tempo
e insieme a lui le sue torture
Correrei da te e ti stringerei
senza scappare mai più
senza scappare mai più
senza scappare mai più

Dal punto in cui correvo
e stavi fermo tu
ti persi ma
non scapperò mai più, io
non scapperò mai

Correrei a salvarti, a dirti
che così non può durare
Correrei a parlarti, a consolarti
niente più dolore
Correrei a fermare il tempo
e insieme a lui le sue torture
Giuro, lo farei
se questa rabbia mi lasciasse andare

Correrei a salvarti, a dirti
che così non può durare
Correrei a parlarti, a consolarti
niente più dolore
Correrei a fermare il tempo
e insieme a lui le sue torture
Correrei da te e ti stringerei
senza scappare mai più

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Senza Scappare Mai Più (Tiziano Ferro)
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