Questa canzone di Elodie parla di un’introspezione: è il racconto di se stessa e della propria evoluzione, sia musicale che come donna.

La cantante descrive così il significato del brano Vertigine:

“Per lavorare a questo singolo e all’album che verrà mi sono circondata di professionisti che ho la fortuna di poter chiamare anche amici. Grazie a uno scambio e un confronto umano e artistico sincero, sto imparando ad esprimere me stessa attraverso la musica, una musica che racconti la mia visione attuale della vita e dei sentimenti”.
—Elodie

Gli inizi di una carriera sono sempre caratterizzati da un’immaturità sistemica: si tende a contestualizzare ogni movimento, cercando quell’armonia che col tempo e con l’esperienza si acquisisce.

In accordo con il significato del testo, anche il video rappresenta la crescita dell’artista. Vengono visualizzati i vari stadi della cantante: prima vestita solo di legacci e nodi, quasi a simboleggiare le sue restrizioni mentali, poi la manifestazione di vigore, sicurezza e determinazione che spazzano via l’iniziale disagio emotivo.

Dove vai? È ancora mattina,
l’alba è una scusa ridicola.
Nel cuore ho ancora una spina,
non sono libera, ma almeno valuto un’alternativa
per respirare.
Il cielo è verticale,
oggi mi ha già fatto a pezzi male.

Dalle prime battute sembra che la cantante recrimini sulla sua scelta comoda di vivere al chiarore tipico della mattina, quando ancora si ha davanti un’intera giornata e si può pensare con calma a quando farà buio e le cose diventeranno più complicate.

Solitamente si tende a pensare che all’alba tutto ricomincerà ma, in questo brano, ciò viene presentato come una scusa, un continuo rimandare al giorno dopo una scelta importante.

Quando si avverte un disagio, una complicazione, un malessere, purtroppo non ci sente liberi e si ha la sensazione di avere conficcata una spina nel cuore. È questo forse il momento giusto per cercare delle alternative per non farsi fagocitare da mali oscuri che potrebbero pervadere il nostro corpo e la nostra mente inesorabilmente. Per vedere una via d’uscita si deve guardare avanti, come se il cielo fosse “verticale”, ovvero di fronte a sé.

Sono sola con me confusa,
oggi mi sento così.
E vorrei,
vorrei sapere cos’è
questa sensazione d’ansia che non mi passa.
È il mondo che si sbaglia quando mi lascia
da sola con me.

Quando si sente forte il senso di inquietudine, spesso lo si affronta in solitudine, senza però comprendere immediatamente da cos’è causato.

Si ha voglia di sapere, capire, risolvere, insomma di uscire da quel caos interiore, si avverte l’abbandono del mondo che ci circonda.

Se mi guardo le mani un po’ mi tremano, ma tanto poi mi passa.
Mi guardo in faccia,
dovrei restare calma l’orgoglio è un’arma
che parla per me,
per me che sfioro il cielo dall’ultimo piano
e non mi sembra più lo stesso.
E adesso non so più che fai,
ma sento ancora la vertigine.

Man mano che il cambiamento si fa strada nella vita della cantante, dandole più sicurezza e capacità, l’artista avverte ancora dei momenti di fragilità. Si accorge ancora di un leggero tremore alle mani, ma si ferma anche a osservare ciò che è adesso, tirando fuori quella fierezza che parla di lei e che la caratterizza.

Prendendo coscienza di questa nuova dimensione, sente di poter toccare il cielo con un dito, quel cielo che adesso non è più in verticale bensì sopra di lei, quel cielo che non vede più con gli occhi smarriti, nonostante ancora la turbi un po’ («sento ancora la vertigine»).

Quando dici che era inutile,
piove su di me.
Sembra una città quella che non ho,
quella con i grattacieli più alti.
Ora non so che fai,
ma sento ancora la vertigine.

Ripensando al periodo iniziale, dice a se stessa che forse non valeva la pena di viverlo così male.

Adesso è come se la pioggia le avesse tolto di dosso ogni incertezza, permettendole di vedere meglio ciò che ha intorno e aprendole nuove possibilità.

Malgrado però abbia raggiunto questo nuovo equilibrio, di tanto in tanto riavverte quell’inquietudine che non l’abbandona: la vertigine.

Quando allo specchio trovo un’altra
che lì mi guarda,
oggi mi sento salva nella mia stanza
da sola con me.

Guardandosi allo specchio, quasi riesce a vedere un’altra persona, che le piace e la fa sentire sicura, al riparo in quella stanza in cui adesso non ha più paura di stare sola.

Non mi interessa se non so dove sei,
se non riesco neanche a dirti chi siamo:
vorrei soltanto che mi porti per mano lontano, lontano.

Questa nuova e piacevole emozione la riassume dicendo a se stessa che, anche se non sa ancora come andrà e a quali altre trasformazioni andrà incontro, ciò che desidera è che questa nuova sicurezza non l’abbandoni mai e che la conduca per mano molto lontano.

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